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di Errico Novi


Il Dubbio, 3 febbraio 2022

 

Una nota dei consiglieri pentastellati prima denuncia il sovrannumero di reclusi negli istituti della regione, poi anziché invocare misure deflattive per sottrarre i detenuti alle condizioni inumane, chiede rinforzi per la polizia penitenziaria, in modo da reagire meglio a "episodi di violenza e tentativi di evasione".

Leggi e inizialmente sei persino piacevolmente sorpreso. Perché stavolta a denunciare il sovraffollamento delle carceri sono i 5 Stelle, più precisamente i consiglieri regionali del Movimento in Molise: una loro nota, diffusa ieri, spiega che nella piccola realtà molisana c'è un "pesante sovraffollamento delle case circondariali e di reclusione" e "ad attestarlo è l'ultimo rapporto sulle condizioni di detenzione presentato dall'associazione Antigone: a fronte di una capienza di 271 posti, le nostre carceri ospitano attualmente 344 detenuti. Abbiamo dunque il 126% di sovraffollamento".

Allora, ci sarebbero almeno due buone notizie: i pentastellati si preoccupano delle celle pollaio, delle condizioni inumane in cui sono costretti a vivere i detenuti; per giunta citano un'associazione come Antigone che certo non condivide la tradizionale ottica "retributiva" (cioè punitiva) del Movimento in materia di esecuzione penale. Sarà pure il piccolo Molise, ti dici ancora, ma magari è il primo segno di una svolta.

Solo che poi scorri il comunicato dei consiglieri 5S e dalla piacevole sorpresa scivoli nella più assoluta delusione: quella dei reclusi molisani pigiati in carceri così sovraffollate "è una condizione già grave di per sé, ma ulteriormente peggiorata dalla carenza di personale, divenuta insostenibile proprio negli ultimi anni". E che c'entra la carenza di personale? C'entra, per il Movimento, perché gli attuali vuoti nell'organico degli agenti provocherebbero "sempre più spesso episodi di violenza, aggressioni e tentativi di evasione, costantemente denunciati dai sindacati di categoria".

Fateci capire: quindi voi il problema del sovraffollamento non ve lo ponete dal punto di vista dei detenuti trattati in modo disumano, ma perché ne deriva una tale insofferenza, un tale malessere, che non di rado si creano situazioni di tensione con la polizia e si assiste anche a qualche atto di violenza. Quindi chiedete che il tutto si risolva non attraverso misure deflattive, un maggiore ricorso all'esecuzione penale esterna, no: i detenuti volete lasciarli lì pigiati nelle celle, basta che ci siano più agenti cosi in caso di rivolte siamo sicuri che abbiano la meglio.

Ecco, la "piacevole sorpresa" iniziale era solo il frutto di un malinteso. Alla delusione si aggiunge un altro motivo di sconcerto: nella loro nota i consiglieri regionali pentastellati si compiacciono di essere riusciti a far approvare all'unanimità, nel parlamentino di Campobasso, una mozione che sollecita "l'impegno del governatore Toma presso il ministero della Giustizia per ripristinate le piante organiche previste dal 2017".

Cioè, nessuno che in Consiglio regionale si sia alzato e abbia detto: signori d'accordo, gli agenti sono in difficoltà, ma è mai possibile che per voi va tutto bene se lasciamo i detenuti ammassati in modo vergognoso?". No, non l'ha detto nessuno, o almeno nessuno ha preteso che la mozione cambiasse verso. A cominciare dalle piccole realtà come il Molise, il rinsavimento della politica sul carcere è ancora di là da venire.