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frosinonetoday.it, 5 febbraio 2022


Vincenzo Capaldi (Cds Cassino) e Walter Bianchi (presidente Dike): "Dietro le sbarre ci sono persone con diritti da tutelare e con storie da ascoltare. Attraverso il dialogo e la riflessione è possibile elaborare la responsabilità del reato e immaginare nuovi percorsi di vita".

Incontri laboratoriali tenuti nell'area dedicata alle attività trattamentali con un gruppo di detenuti a cura di una equipe multidisciplinare. Un percorso di dialogo e confronto attraverso il cinema e il linguaggio universale delle immagini. Una relazione fitta e costante con il personale del carcere cassinate culminata in una serie di interviste. Un diario di viaggio sotto forma di blog dove raccontare, passo dopo passo, l'evoluzione del progetto.

È questa la fotografia capace di restituire il senso che ha attraversato "Storiediriscatto", il progetto a cura del Centro dei Diritti e della Solidarietà - OdV e dell'Associazione Dike con il contributo della Regione Lazio svoltosi nella Casa circondariale di Cassino.

"Con questo percorso abbiamo voluto e potuto conoscere i bisogni dei detenuti e le loro necessità personali", racconta Vincenzo Capaldi, presidente del CDS di Cassino. "Attraverso le nostre attività laboratoriali, abbiamo attivato emozioni nel personale detenuto. L'obiettivo era favorire un cammino di riflessione e analisi rispetto la responsabilità del reato, dei suoi effetti sulla vittima e sulla società per immaginare, allo stesso tempo, nuovi percorsi di vita". Il medium cinema è stato lo strumento con cui il gruppo di lavoro fatto di assistenti sociali, psicologi, educatori e comunicatori ha scelto di stabilire un canale di relazione con il personale detenuto.

"Scegliere un film per una visione collettiva all'interno di un luogo di detenzione è un atto che richiede particolare sensibilità perché necessario a gettare un ponte fra le attrici e gli attori in gioco", racconta Walter Bianchi, presidente dell'associazione Dike. "Dietro le sbarre ci sono persone con diritti da tutelare e con storie da ascoltare. E da ascoltare c'è anche la voce di chi all'interno di un carcere svolge la propria attività professionale. Per questo abbiamo dedicato parte della nostra attività di comunicazione a delle interviste al personale del penitenziario cassinate che ci ha permesso di svolgere il nostro lavoro".