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di Liana Milella


La Repubblica, 5 febbraio 2022

 

Laurino: "L'8 febbraio avremo i futuri candidati". Sulla riforma dell'organo di autogoverno dei magistrati i partiti si dividono, l'Anm pure. Ma il gruppo "Altra proposta" passa dalle parole ai fatti e martedì, nella sede del sindacato dei giudici, affida alla sorte le elezioni del Csm.

Il sorteggio per il Csm? "Non è contro la Costituzione". Perché? "È semplice, chi viene sorteggiato poi viene votato". E così dal principio teorico si passa ai fatti, ed è questa la novità: "Martedì 8 febbraio, nella sede dell'Anm in Cassazione, saranno sorteggiati i futuri candidati per il Csm". Un'iniziativa così non s'era mai vista. È un unicum nella storia della magistratura. E mentre la politica parla, le toghe si scontrano, ma si muovono pure. Come nel caso di Andrea Laurino e del suo gruppo, "Altra proposta", una non-corrente, che passa dalle parole ai fatti e sorteggia i futuri candidati per il Consiglio superiore. Proprio nella sede dell'Anm dove oggi, in un Comitato direttivo centrale che si annuncia infuocato, saranno analizzati i risultati del referendum sul sorteggio del 27 e 28 gennaio, dove questo metodo si è aggiudicato 1.787 voti. E dove anche le parole del presidente Sergio Mattarella sulla giustizia non potranno non avere una eco.

Ecco come racconta la "prima volta del sorteggio" Laurino, toga di 56 anni. Dal 1995 ha sempre fatto il pubblico ministero, per 12 anni a Macerata, e poi ad Ancona, dove lavora anche adesso. Nel 2019, dopo il caso Palamara, si è candidato al Csm nelle elezioni suppletive per coprire i posti dei due pm che, per via della cena all'hotel Champagne, si erano dovuti dimettere. In un collegio unico nazionale ha corso come indipendente, raccogliendo le 25 firme necessarie. Ha preso 127 voti.

 

E lei non era di una corrente?

"Assolutamente no, e come me ce n'erano anche altri. Quello è stato un passaggio utile e significativo per capire che il sistema non può funzionare così, perché un indipendente prende pochi voti, a parte uno come Nino Di Matteo che è un fuoriclasse. I più votati invece sono quelli sponsorizzati dalle correnti. L'attuale sistema elettorale non porta consiglieri se non quelli appoggiati dalle correnti.

 

E lei giura che proprio non era di una corrente?

"No, io non mi sono candidato neppure con Articolo 101 per l'Anm. Loro sono degli amici, li conosco, le nostre idee sono simili. Ma tutto si ferma qui".

 

Allora "Altra proposta" che cos'è?

"È un comitato, un gruppo di persone che si è coagulato su un obiettivo. Il nostro blog si chiama "Altra proposta" e spiega tutto. Siamo nati nel 2013. Lo scopo è selezionare i candidati al Csm con il sorteggio, un sistema alternativo di selezione. L'obiettivo era ed è quello di introdurre questo meccanismo per scegliere i togati del Csm".

 

"Altra proposta" com'è nata e quante toghe ne fanno parte?

"I promotori sono 15, tra cui ci sono anche Andrea Reale di Articolo 101, una delle anime del sorteggio, ci sono colleghi iscritti all'Anm, ma anche no. E ancora Giuliano Castiglia, Ida Moretti, Felice Lima...

 

Questi nomi mi dicono che il vostro è un gruppo anti-correnti... i nomi che lei cita sono tutti di Articolo 101, l'unica corrente all'opposizione nella giunta dell'Anm, e che si batte per il sorteggio...

"Sì, direi di sì. Ma non mi piace parlare di anti-correnti, perché la corrente tradizionale non ha in sé niente di male. Tutti conosciamo la storia delle correnti, che hanno fatto anche cose positive. Ma negli ultimi lustri c'è stata una degenerazione, la corrente è diventata un gruppo che non si occupa solo di idee e di cultura, ma mira a reperire candidati, consiglieri, candidati all'Anm, seguendo il metodo dell'appartenenza stretta al gruppo. Un obiettivo che a me non piace. Se lo scopo della corrente è distorto, non è una fucina di idee, ma punta a raccogliere consensi per prendere voti, e poi puntare alla conquista dei posti direttivi, questo non mi piace".

 

E Articolo 101 allora? Non sono anche loro una corrente?

"È un gruppo con idee precise, che ha deciso di fare politica associativa. Però i 101 non hanno una struttura organizzata, non c'è né un presidente, né un segretario".

 

L'idea di sorteggiare i candidati per il Csm in anticipo com'è nata?

"Noi ci muoviamo all'interno della legge vigente, non siamo né contro la legge, né contro la Costituzione. E, a legge vigente, un collegio unico nazionale in cui si candida chi vuole e vince chi prende più voti, ci siamo chiesti come reperire le candidature per evitare che i gruppi decidano prima i posti. E così abbiamo pensato al sorteggio".

 

E che succede l'8 febbraio?

"Nella sede dell'Anm in Cassazione - siamo grati all'Anm, sono stati carini ad ospitarci - ci sarà un notaio, e si farà un sorteggio per le tre categorie previste dalla Costituzione, Cassazione, giudici di merito e pm".

 

E chi sorteggiate?

"Premesso che stanno arrivando disdette dai colleghi che non vogliono essere sorteggiati, saranno estratti a sorte potenziali candidati pari a un multiplo di quattro rispetto ai seggi disponibili al Csm, quindi 8 per la Cassazione, 40 per i giudici, 16 per i pm. Dopo il primo passaggio ce ne sarà un secondo, cioè le primarie telematiche, a cui partecipano tutti gli estratti, tranne quelli che si dichiarano indisponibili. All'esito delle primarie si candideranno i tre più votati per ogni categoria".

 

Questo sorteggio è solo una prova, oppure quelli che usciranno scenderanno in pista?

"Certo, il nostro Comitato garantisce le 25 firme necessarie".

 

Quindi sono dei candidati veri che, qualunque sia la futura legge elettorale, comunque si candideranno per il Csm?

"Dovrebbe essere così, ma la legge elettorale che faranno potrebbe anche a obbligarci a cambiare il nostro sistema".

 

Rispetto all'obiezione della incostituzionalità del sorteggio che è stata avanzata dalla stessa ministra della Giustizia Marta Cartabia voi come replicate?

"Il nostro sistema rispetta la Costituzione, perché i nostri candidati affrontano comunque l'elezione, sulla base della legge elettorale che verrà scelta. Rispetto al problema della costituzionalità, c'è una prima obiezione, e cioè che i candidati comunque si candidano e saranno sottoposti al voto, e quindi la Costituzione è rispettata. Qui non stiamo parlando di un sorteggiato che va direttamente al Csm, ma di un candidato che viene sorteggiato e poi si sottopone al giudizio degli elettori".

 

E lei come risolve il problema di chi liberamente vorrebbe candidarsi e con questo meccanismo non può farlo?

"Su questo ci sono varie posizioni. La nostra idea è che per il Csm non c'è un diritto di elettorato passivo come per la Camera e per il Senato, e quindi il sorteggio non viola nulla. E poi "Altra proposta" non è una corrente, quindi i sorteggiati che vincono le primarie sono espressione solo di se stessi, ed è proprio questa la cifra che noi vogliamo, i candidati che vincono sono di tutti e di nessuno, e non rispondono a nessuno, prima di scendere in lizza non firmano cambiali, quindi sono liberi".

 

Nei risultati del referendum dell'Anm colpiscono due dati, il primo è la scarsa partecipazione, in media 4 mila toghe su oltre 9 mila, il secondo sono i 1.787 voti per il sorteggio. Secondo lei sono molti o pochi?

"Sono moltissimi, perché il nostro Comitato è nato con 15 persone nove anni fa...".

 

Sta dicendo che 1.787 voti a favore del sorteggio rappresentano un quinto delle toghe italiane?

"Proprio così, e sono tantissimi. Chi ha votato sì al sorteggio lo ha fatto per lanciare un segnale chiaro, un radicale cambiamento che porti davvero a candidature indipendenti".