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di Elisabetta Soglio


Corriere della Sera, 5 febbraio 2022

 

"Siete segni di speranza contro la cultura dello scarto, oggi purtroppo diffusa". Lo ha detto Papa Francesco ai detenuti e ai volontari accompagnati a incontrarlo dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti di Arnoldo Mosca Mondadori, che gli hanno portato il Violino del Mare costruito con il legno di un barcone affondato nel Mediterraneo.

"Le cose che fate sono segni di speranza che si oppongono alla cultura dello scarto, oggi purtroppo diffusa. Voi invece cercate di costruire proprio con le pietre scartate una casa in cui si respiri un clima di fraternità e giustizia sociale". Così papa Francesco alle persone detenute, ai volontari, agli operatori della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti guidata da Arnoldo Mosca Mondadori - che con questo incontro ha celebrato i dieci anni di vita della sua creatura - e delle altre Associazioni incontrate ieri nella Sala Clementina del Vaticano.

Tra le testimonianze offerte a Bergoglio durante l'incontro la musica scritta apposta da Nicola Piovani per il Violino del Mare, costruito con il legno di un barcone affondato nel Mediterraneo, le ostie prodotte nelle carceri di Opera e San Vittore, il vino prodotto in quello di Alba, l'esibizione della piccola Orchestra dei Popoli "Vittorio Baldoni" con una rappresentativa del Coro Amici della Nave di San Vittore.

Arnoldo Mosca Mondadori nel presentare tutte le realtà partecipanti all'incontro ha ricordato come molte delle persone presenti vivano in situazioni di "grande disagio, carcere, guerra, emarginazione", spendendosi in modo costruttivo per porvi rimedio: gente come padre Gabriele Romanelli nella Striscia di Gaza, o padre Giuseppe Bettoni a Milano con la sua casa di accoglienza per mamme in difficolta e per i loro figli, o Salvatore e Raffaella Buonocore con il loro impegno accanto a persone con disabilità, altri ancora provenienti dall'Argentina.

Il presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti ha ricordato uno per uno i diciassette "laboratori eucaristici" in cui vengono realizzati il pane e il vino regalati in seguito a tanti sacerdoti per le loro messe, e figure come quella di Gregorio Gitti che per questo ha "aperto le sue vigne" al lavoro dei detenuti di Alba: la cui direttrice Giuseppina Piscionieri era a sua volta presente insieme con i direttori di Opera e San Vittore, Silvio Di Gregorio e Giacinto Siciliano. A suonare il Violino del Mare, realizzato dai detenuti della liuteria di Opera, Carlo Maria Parazzoli primo violino dell'orchestra di Santa Cecilia.

Mondadori ha inoltre citato le altre realtà con cui la Fondazione collabora da tempo: l'associazione Realmonte presieduta da Cristina Castelli, con la sua sartoria che offre una opportunità a persone rifugiate; l'associazione Amici della Nave, con la presidente Eliana Onofrio e Graziella Bertelli, fondatrice del reparto La Nave di San Vittore cui l'associazione far riferimento; la cooperativa La Meridiana, con il suo presidente Roberto Mauri, impegnata accanto a persone malate di Sla e Alzheimer. L'incontro si è concluso come si diceva con l'esibizione della Piccola Orchestra dei Popoli Vittorio Baldoni (e un "pensiero grato e grande" è stato indirizzato dal papa stesso al ricordo della signora Marisa Baldoni) e da sei ragazzi del Coro degli Amici della Nave che insieme hanno eseguito un brano composto su testo di David Maria Toroldo - della cui scomparsa ricorre il trentennale proprio in questi giorni, il 6 febbraio - e un brano della tradizione mediterranea arricchito dalla danza derviscia della ballerina turca Nesli.

"Sappiamo che costruire con le pietre scartate non è facile - ha concluso papa Francesco - e che ognuno di noi ha i suoi limiti e i suoi peccati. Tutti noi. Ma la misericordia di Dio è più grande e se ci guardiamo come fratelli e sorelle Lui ci perdona e ci aiuta nell'andare avanti. Anche io vi ringrazio ancora e vi incoraggio nel continuare il vostro cammino".