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di Paolo Ferrari


Libero, 6 febbraio 2022

 

"Ci aspettiamo che all'interno della riforma del Consiglio superiore della magistratura (la discussione alla Camera inizierà la prossima settimana, ndr) sia finalmente introdotta la responsabilità dei magistrati. Oggi oltre il 99% delle toghe ha una valutazione positiva, un dato che stride con le migliaia di persone che ogni anno, da innocenti, finiscono in carcere".

A dirlo sono i giornalisti Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone, fondatori di "Errorigiudiziari.com", l'associazione che da circa dieci anni cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'ingiusta detenzione. "L'intervento del capo dello Stato", proseguono, "sul punto ci trova assolutamente d'accordo ma ora la palla passa al legislatore: si può applaudire Mattarella cento volte ma se poi non lavori come devi tutto è destinato a rimare solo sulla carta".

Lattanzi e Maimone sul loro sito pubblicano una statistica degli errori giudiziari e delle somme erogate dal ministero dell'Economia a titolo di risarcimento. Dagli ultimi dati disponibili contenuti nella relazione 2017-2019 della Corte dei Conti emerge un progressivo aumento della spesa pubblica per i casi di errori giudiziari per ingiusta detenzione, passata da 38 a 48 milioni di euro. "Ufficialmente" sono mille l'anno i casi di persone arrestate ingiustamente, ma il vero numero è dieci volte di più.

A spiegarlo è l'ex vice ministro della Giustizia Enrico Costa (Azione). "Il 90% delle ingiuste detenzioni", ricorda Costa, non viene risarcito dallo Stato sulla base del presupposto che l'arrestato ha "contribuito" colposamente all'errore del giudice, avvalendosi, ad esempio, della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio. Una facoltà prevista del codice". Per poter fare domanda di risarcimento, poi, serve una sentenza definitiva di assoluzione. Se il reato si è prescritto prima, come capita spessissimo, il periodo trascorso in custodia cautelare è destinato a finire a tarallucci e vino. La normativa, con questi paletti stringenti, è fatta apposta per scoraggiare la richiesta dei risarcimenti ed evitare spese aggiuntive per lo Stato. Ogni giorno dietro le sbarre viene risarcito con 250 euro.

Per fare un esempio, Raffaele Sollecito, assolto dall'accusa di omicidio di Meredith, non ha mai preso un euro per i 4 anni trascorsi agli arresti. Fino al 2017, inoltre, non esisteva una norma che obbligasse l'esecutivo a indicare il numero di persone sottoposte al carcere preventivo, quindi senza alcuna sentenza di condanna. Il legislatore, solo con la riforma delle misure cautelari del 2017, ha previsto che nella relazione che il governo deve presentare annualmente al Parlamento sull'applicazione delle misure cautelari personali, debba dare conto dei dati relativi alle sentenze di riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione pronunciate nell'anno precedente, "con specificazione delle ragioni di accoglimento delle domande e dell'entità delle riparazioni, nonché i dati relativi al numero di procedimenti disciplinari iniziati nei riguardi dei magistrati per le accertate ingiuste detenzioni, con indicazione dell'esito, ove conclusi". I dati, comunque, ad oggi "sono incompleti", prosegue ancora Costa. E quanti sono, infine, i magistrati chiamati a risarcire i propri errori? Dal 2010 al 2021 ci sono state solo otto condanne, con un solo magistrato chiamato a mettere mano al portafoglio. Cifra? 10mila euro.