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di Nicole Nasi


reggionline.com, 7 febbraio 2022

 

L'esposizione è stata realizzata nell'ambito dell'omonimo progetto rieducativo rivolto alle persone in carcere che ha come tema centrale la violenza contro le donne. Visitabile sino al 14 febbraio alla biblioteca in via Rivoluzione d'Ottobre.

"Liberi Art" è il titolo della mostra allestita presso la biblioteca Marco Gerra in via Rivoluzione d'Ottobre e che sarà visibile fino al 14 febbraio. Una rassegna di 28 opere realizzate da 13 detenuti, nell'ambito di un progetto rieducativo e dell'artista Anna Protopapa, dell'associazione Gens Nova Emilia Romagna, volontaria degli Istituti Penitenziari. Attraverso l'arte e i diversi linguaggi espressivi, i 13 detenuti che vi hanno preso parte, sono riusciti ad esprimere il proprio potenziale creativo realizzando opere che affrontano temi come il contrasto alla mafia, l'inclusione, la religione, la guerra, la giustizia e la libertà.

"Ha dato loro la possibilità di dare voce alla cittadinanza riguardo un fenomeno che è dilagante ed è la violenza sulle donne - spiega Protopapa - per i detenuti è molto importante, in quanto comunque, questo ha permesso loro di scoprire anche questo linguaggio non verbale". Tanti i quadri che colpiscono sia per la tecnica usata sia per il forte messaggio. "La prima opera che vediamo anche qui alle spalle è stata ispirata all'Enciclica di Papa Francesco 'Fratelli tutti'. Ovviamente è un'opera che ho voluto portare ai detenuti del carcere di Reggio Emilia per far accogliere quello che è il messaggio universale della fratellanza e dell'amicizia".

"Anche questo è molto significativo in quanto purtroppo la violenza sulle donne non guarda il colore, la nazionalità, ma colpisce tutte le donne del mondo" aggiunge la curatrice. I detenuti hanno realizzato un quadro ispirato alla storia di Saman Abbas, la ragazza di Novellara scomparsa dalla primavera scorsa. Saman aveva denunciato i genitori per sottrarsi a un matrimonio forzato.

"Quando purtroppo abbiamo appreso la scomparsa, la notizia, di Saman ha molto colpito tutti i detenuti e quindi abbiamo pensato di realizzare e dedicare questa semplice opera a Saman Abbas". È possibile visitare la mostra fino al prossimo 14 febbraio prenotandosi all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonando allo 0522.45697. Obbligatori green pass e mascherina ffp2.