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di Laura Berlinghieri


Il Mattino di Padova, 7 febbraio 2022

 

Verrà attivato un indirizzo scolastico dedicato alla ristorazione. I professori saranno quelli dell'istituto Pietro d'Abano. Dal settembre prossimo, nel carcere Due palazzi di Padova sarà attivo un indirizzo scolastico professionale dedicato ai servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera. Gli studenti saranno gli stessi detenuti, senza limiti di età e con il solo requisito dell'avere conseguito la licenza media.

I professori, invece, arriveranno dal Cpia di Padova e dall'istituto Pietro D'Abano di Abano, tra i promotori del progetto. Un'iniziativa che si inserisce nel solco già tracciato da Giotto, la cooperativa sociale che da ormai 32 anni ha trovato casa al Due Palazzi, aiutando i detenuti nel loro percorso di costruzione della loro vita all'esterno. Sarà così anche con il nuovo indirizzo di studi. Un indirizzo pensato per consentire ai detenuti di fissare già i primi mattoncini che comporranno il loro futuro, una volta scontata la pena.

"Impareranno un mestiere" spiega Carlo Marzolo, dirigente dell'istituto Pietro D'Abano, emozionato nel vedere nero su bianco la data di avvio di un percorso vagheggiato per anni. "La dinamica della didattica e delle sue attività collaterali, tipiche di un alberghiero, sono un plusvalore rispetto ad altre esperienze di scuola in carcere.

Scontata la pena, quando torneranno nel mondo "fuori", i detenuti si troveranno di fronte a un mercato del lavoro molto promettente per chi possiede un diploma alberghiero. Noi stessi, nella nostra scuola, riceviamo decine di richieste che non riusciamo a soddisfare". Il percorso, attivo dal prossimo anno scolastico, nasce su impulso di Claudio Mazzeo, direttore del Due Palazzi, forte proprio della riuscita dell'esperienza nel suo precedente incarico, nel carcere di Cuneo. Il preside di Abano aveva provato a muoversi anni fa, trovandosi di fronte a un intrigo di complicazioni procedurali che lo aveva costretto a mollare la presa. Tornato alla carica, individuati gli spazi e acquistate le attrezzature, ora è arrivato anche il via libera della Regione.

"Per il momento immaginiamo una classe composta da una ventina di studenti, ma crediamo che le domande saranno molte di più" prosegue il dirigente. Gli alunni faranno lezione in carcere, utilizzando forni, padelle e tutte le attrezzature acquistate proprio per lo svolgimento del corso. "Formeremo dei professionisti a 360 gradi. Terminato il percorso di studi, avranno un diploma pari a quello dei loro compagni, usciti dalle scuole "normali".

Per noi sarà come un corso serale. Stiamo ragionando sulla durata: ci piacerebbe che fosse di cinque anni, ma potremmo scendere a tre" spiega ancora il preside. E proprio tra l'istituto di Abano e la "scuola" al Due Palazzi potrebbe crearsi un ulteriore legame. Si tratterebbe soltanto di rafforzare un percorso, in realtà già iniziato diversi anni fa da Elisabetta Benvenuti - storica insegnante di religione al Pietro D'Abano, rimasta uccisa in un incidente stradale nell'estate 2020 - che più volte aveva portato gli studenti in visita al Due Palazzi. Potrebbe accadere ancora. Alla fine, si tratterebbe semplicemente di andare a conoscere dei compagni di studio.