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di Liana Milella


La Repubblica, 7 febbraio 2022

 

I dem rilanciano la proposta di Violante sul nuovo organismo da affiancare al Csm. La senatrice Rossomando: "Le impugnazioni contro decisioni disciplinari o nomine contestate saranno trattate lì". La riforma del Csm? "Il Pd è pronto, siamo in attesa che gli emendamenti del governo arrivino in Parlamento. I tempi sono maturi, non si può più aspettare".

Il sorteggio per i togati del futuro Consiglio? "Non solo questo sistema è fuori dalla Costituzione, ma è la riposta di chi non ha più speranze nelle istituzioni". L'Alta corte per tutte le magistrature proposta da Luciano Violante su Repubblica? "Siamo talmente a favore, che abbiamo già presentato al Senato un disegno di legge a mia prima firma per istituirla".

Anna Rossomando, vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia del Pd, ha recentemente incontrato la ministra della Giustizia Marta Cartabia come gli altri esponenti della maggioranza. E con lei ha parlato della riforma, "una priorità improrogabile". Ma non sono troppi 961 giorni, dallo scoppio del caso Palamara a oggi, per approvarla? Risponde Rossomando: "È dalla scorsa legislatura che insistiamo su questa riforma. Ma nel frattempo abbiamo approvato le leggi sul processo penale e civile, e ci apprestiamo, per rispettare i tempi della Consulta, a modificare l'ergastolo ostativo. Ma i tempi della riforma del Csm non sono oggetto di discussione".

Però la maggioranza è divisa...basti pensare al sorteggio come legge elettorale per il Csm, chiesto da Lega e Forza Italia. Il niet di Rossomando è deciso: "Non solo è fuori dalla Costituzione, ma è la riposta di chi non ha più speranze nelle istituzioni. E poi, parliamoci chiaro, la scelta della legge elettorale non è certo il cuore della nuova legge". Eppure ci sono 1.787 toghe che lo chiedono... "Sì, certo, l'ho visto - replica lei - ma lo leggo come una richiesta di vero pluralismo e contendibilità per l'accesso al Csm. Ma il sorteggio invece è una soluzione punitiva, che peraltro non esclude a priori accordi di potere".

E qui Rossomando spiega qual è la richiesta dei Dem: "Rispetto all'ipotesi della ministra Cartabia di un sistema maggioritario temperato, la nostra esigenza è approvare una legge che garantisca il pluralismo, la parità di genere e grazie alla quale anche un outsider, possa candidarsi ed essere eletto". Ma che succede se Lega e Forza Italia s'impuntano sul sorteggio? "Abbiamo visto altre volte che con le impuntature non si va lontano. Io confido sempre sul fatto che si possa arrivare a soluzioni ragionevoli se si parte da un obiettivo condiviso, che in questo caso è sconfiggere le degenerazioni del correntismo. Al centro della nostra attenzione devono esserci i diritti e le libertà del cittadino e non i posizionamenti politici".

L'Alta corte per giudicare tutti i magistrati. Il Pd è a favore? Rossomando non ha dubbi: "A tutte le forze politiche proponiamo di iniziare subito l'esame al Senato, parallelamente al lavoro della Camera sul Csm, in modo da poterle approvare in contemporanea. Sarebbe il segnale migliore per dimostrare che le parole di Mattarella non hanno sortito solo un applauso, ma un fatto concreto".

E spiega anche come funzionerà: "Nel Csm resterà una sezione disciplinare che giudica i magistrati, mentre l'Alta corte sarà un giudice di appello e ricorso per tutte le magistrature. Tutte le impugnazioni sia contro le decisioni disciplinari, che sulle nomine contestate saranno trattate lì". Sarà composta come la Consulta, un terzo eletti dal capo dello Stato, un terzo dalle Camere e un terzo dalle magistrature. Potrà essere legge prima della fine della legislatura? "Sarebbe una bella dimostrazione di reale volontà riformatrice del Parlamento". E il vice presidente del Csm scelto dal capo dello Stato? "Una proposta interessante su cui aprirei subito un confronto".