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Il Velino, 16 giugno 2010

“La Commissione giustizia della Camera non riesce a portare a casa nemmeno il ddl Alfano svuotato dei contenuti iniziali che avrebbero consentito di alleggerire un po’ la popolazione penitenziaria, ormai alle soglie delle 70.000 unità. Infatti, il clima da unità nazionale che aveva visto tutti d’accordo, tranne i Radicali, si è infranto contro il niet della commissione bilancio, così, nemmeno il “topolino” che avevano concepito, riesce a vedere la luce”. Lo ha detto Rita Bernardini, deputata radicale e membro della commissione Giustizia, in merito al suicidio del detenuto recluso nel carcere catanese di Bicocca. La delegazione radicale nel gruppo del Pd alla Camera ha, oggi, presentato un’interrogazione parlamentare. “L’irresponsabilità della classe politica italiana ci sta portando al completo disfacimento dello Stato di diritto, della legalità, del rispetto della vita umana. Tanto che - aggiunge - un leghista oggi può dire che i condannati al 41 - bis e i pedofili possono ben suicidarsi per fare un gesto che fa piacere al popolo.
Tanto che il garante della privacy interviene solo quando viene ripreso ammanettato da giornali e TV un esponente della “cricca”, ma non quando la stessa sorte tocca a un rumeno o a un marocchino, in palese violazione dell’articolo 114 del codice di procedura penale. Anche i magistrati si beffano dell’obbligatorietà dell’azione penale di fronte a questo tipo reati. Altro che ddl Alfano. Le carceri - ha concluso Bernardini - le stanno svuotando con le morti per malasanità o per suicidio: qualcuno esulterà perché oggi si è liberato un posto al carcere Bicocca di Catania”.