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La Sicilia, 1 agosto 2010

Cinque poliziotti penitenziari sono rimasti feriti nel carcere di Trapani dopo essere stati aggrediti dai detenuti. È accaduto venerdì mattina, come riferisce il coordinamento regionale della Uil-pa Penitenziari Sicilia. Il primo caso al momento della conta, con il detenuto che ha reagito rompendo anche uno sgabello; il secondo, all’apertura dell’ora d’aria.
“In entrambe le azioni, i detenuti coinvolti erano italiani e hanno deliberatamente attaccato il personale di polizia penitenziaria”, denuncia il sindacato che parla di “violenza inaccettabile perché il Corpo di Polizia penitenziaria sta ponendo in essere tutte le energie affinché l’insopportabile situazione del sovraffollamento non carichi ulteriormente la popolazione detenuta”.
Cinque le aggressioni che nell’ultimo anno hanno interessato la polizia penitenziaria Trapanese, con oltre dodici agenti sottoposti alle cure mediche. A Trapani si è toccata la soglia dei 530 detenuti, di cui oltre 130 alta sicurezza e la capienza regolamentare è di 284 posti: “Quindi abbiamo 256 detenuti in più, non abbiamo più nemmeno i materassi e offriamo addirittura quelli fuori uso ai detenuti, e il personale di polizia penitenziaria che vigila si aggira a 25/30 unità per turno”, conclude la Uilpa.
Secondo la ricostruzione dei fatti, il personale di polizia penitenziaria in servizio presso il Reparto Mediterraneo è stato provocato e aggredito da due fratelli, detenuti comuni di origine napoletana. Gli episodi si sono verificati a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro “e hanno come denominatore comune - spiega il Sappe - i problemi legati al sovraffollamento delle celle che rende difficile la convivenza tra detenuti”. Durante il tentativo di persuadere il detenuto dal desistere dalle azioni di protesta verso l’amministrazione penitenziaria, questi ha prima distrutto un tavolo di legno, poi si è scagliato contro gli agenti rompendo gli occhiali a uno di essi. Tre agenti, nel contenerlo e immobilizzarlo, hanno però riportato contusioni varie guaribili in sei giorni. A rendersi protagonista del secondo episodio di violenza nei confronti di altri due agenti, accaduto a distanza di pochi minuti, è stato il fratello che, mentre si apprestava a uscire dalla cella per recarsi ai passeggi, dopo aver chiesto notizie di suo fratello, ha sferrato degli schiaffi e dei pugni al personale di servizio nel reparto.
“È stata una giornata campale - commenta il comandante di reparto del San Giuliano, commissario Giuseppe Romano - oggi il carcere è stracolmo di detenuti, 530 in totale, numero mai raggiunto prima d’ora. Sono frequenti gli episodi di intolleranza o di arroganza verso gli operatori penitenziari, ma tutti legati al sovraffollamento. In pochi giorni, questa è la terza aggressione che si verifica all’interno del penitenziario”.
“È del tutto evidente che la crescente tensione nelle carceri italiane sta raggiungendo limiti preoccupanti. Nonostante la dichiarazione d’emergenza del 13 gennaio scorso del governo, però, stentano a vedersi interventi concreti per ridurre il pesante sovraffollamento e la violenza in carcere è sempre all’ordine del giorno”, afferma Donato Capece, segretario generale del Sappe, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.
Capece sottolinea che solo nella giornata di ieri “5 agenti di polizia penitenziaria sono stati aggrediti nel carcere di Trapani, 2 in quello di Arienzo (Caserta) mentre a Reggio Emilia 20 detenuti extracomunitari hanno dato vita a una rissa all’interno della sezione detentiva in cui erano ristretti”.
“A tutti gli agenti coinvolti - prosegue Capece - va la solidarietà e la vicinanza del Sappe. Ma si continua a ignorare, a più di sei mesi dalla dichiarazione dello stato d’emergenza per la questione penitenziaria, che le carceri stanno per esplodere, con quasi 69 mila detenuti. Si continua a voler ignorare che 172 istituti penitenziari italiani su 204, pari all’84,31%, superano la capienza regolamentare. E che 103 istituti su 204, pari al 50,49%, superano la capienza tollerabile”.