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Ansa, 1 agosto 2010

Rissa nella casa circondariale di Reggio Emilia, nella mattina, tra una ventina di detenuti marocchini e tunisini appartenenti a bande rivali. Lo ha reso noto il sindacato di polizia penitenziaria Sappe. Armati di lamette e forchette, hanno dato vita a una rissa all’interno della sezione detentiva in cui erano ristretti. Nella sezione, in quel momento, c’era un solo agente che ha dato l’allarme: “dopo l’arrivo di altri pochissimi agenti, la rissa è stata sedata, per fortuna senza feriti tra il personale di polizia”, ha detto il segretario generale aggiunto del Sappe, Giovanni Battista Durante.
Nel carcere di Reggio Emilia, in questi giorni, in servizio ci sono meno di 100 agenti, 26 sono distaccati in altri istituti. I detenuti sono 346, a fronte di una capienza di 163 posti detentivi; gli stranieri extracomunitari sono circa il 60%. Nonostante queste gravi difficoltà operative l’Amministrazione continua a garantire ai detenuti tutte le attività previste dall’ordinamento, anche se ciò non sembra essere sufficiente ad assicurare la tranquillità all’interno della struttura. Il Sappe chiede l’immediata esclusione dalle attività ricreative e sportive di quanti si rendono responsabili di questi gravi episodi disciplinari, nonché l’invio di almeno dieci agenti di polizia penitenziaria, per far fronte all’ emergenza. Inoltre - conclude Durante - sarebbe opportuno prevedere l’espulsione immediata dei detenuti stranieri che mettono in crisi l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari.