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Corriere della Sera, 1 agosto 2010

Lo scorso ottobre fu il primo a diagnosticare la gravità delle condizioni di Stefano Cucchi al suo ingresso a Regina Coeli. Ora Rolando Degli Angioli denuncia di essere stato allontanato dal suo posto. “A dicembre del 2009, dopo il ritorno dal mio viaggio di nozze ho tentato di rientrare in servizio a Regina Coeli dove lavoravo come medico di guardia ininterrottamente da sei anni e non ci sono riuscito” riferisce Degli Angioli.
All’indomani dell’arresto di Cucchi, il medico visitò il giovane romano, diagnosticandogli un pericolo di vita. In seguito, Degli Angioli segnalò di aver subito pressioni per autosospendersi dal servizio. Cucchi morì il 22 ottobre 2009 nell’ospedale Sandro Pertini, una settimana dopo il suo arresto per possesso di droga. Per la sua morte la procura ha indagato 13 tra medici, infermieri e agenti penitenziari. Per accertare le eventuali pressioni sul medico e possibili collegamenti con il caso Cucchi il 22 dicembre scorso la Procura di Roma ha aperto un fascicolo.
“Da sei mesi ormai sono senza lavoro e non riesco a spiegarmene il motivo. Ho sempre lavorato con i detenuti e non lo posso più fare. Mi auguro che la Procura di Roma faccia chiarezza al più presto su queste che spero essere delle semplici coincidenze. Credo e continuerò sempre a credere nella legge”, spiega il medico. Degli Angioli ha anche riferito di “un tentativo di conciliazione” avviato, attraverso il suo avvocato Carlo Pereno, “circa un mese fa con la Asl Rm A, la dirigenza sanitaria di Regina Coeli e la commissione provinciale del Lavoro per la riammissione e il risarcimento dei danni subiti”.