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Dire, 1 agosto 2010

Via libera alla Camera, in sede legislativa (ossia senza passaggio in aula), al ddl Alfano che concede i domiciliari a chi deve scontare un anno di carcere. In commissione Giustizia hanno votato sì Pdl, Pd e Udc. La Lega si è astenuta, mentre l’Idv ha detto no. Ha votato contro, a titolo personale, anche il deputato Pdl, Giancarlo Lehner. Il ddl deve ora ottenere il sì definitivo del Senato.
Nel testo entrano alcune modifiche. Con un emendamento del governo si stabilisce l’assunzione di nuovi agenti e assistenti penitenziari “per fronteggiare la situazione emergenziale in atto”. Si prevedono poi corsi per la nomina ad agente di polizia penitenziaria, della durata compresa tra i sei e i 12 mesi, divisi in due cicli. Gli allievi che supereranno la scuola diventeranno agenti. Prevista la figura dell’agente “in prova”: chi supererà il primo ciclo di corso potrà essere assegnato a servizi che richiedano qualificazione ma non in servizi di istituto, fino al superamento definitivo della scuola.
Approvato anche un emendamento bipartisan a firma Contento (Pdl), Ferranti (Pd), Bernardini (Radicali) e Ria (Udc), che precisa un passaggio del testo che poteva creare problemi di interpretazione. Non era chiaro infatti se, in caso di sentenza definitiva comminata durante la permanenza in carcere, pur con un residuo di pena inferiore a 12 mesi, si potesse beneficiare dei domiciliari. Ora si stabilisce che se il condannato è già detenuto, la pena detentiva non superiore a un anno, anche se costituente parte residua di maggior pena, può eseguita in casa o negli altri luoghi indicati dal ddl, su richiesta del pm o della difesa al magistrato del Tribunale di sorveglianza. La Lega aveva presentato un emendamento per far rientrare nel testo anche l’assunzione di 3 mila agenti tra polizia e carabinieri. La proposta è però stata ritirata visto il parere contrario della commissione Bilancio, non essendoci le risorse.