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www.tempostretto.it, 7 agosto 2010

Il Sen. Fleres: “Ragionare su cause che hanno generato gesti. Condizioni struttura Messina non possono essere sottaciute”. La replica del rappresentante dell’Osapp, Nicotra: “Il Garante è rappresentante del Governo, a cui dovrebbe chiedere conto su cosa stia facendo per le carceri”.
La notizia emersa ieri riguardante alcune aggressioni subite da agenti di polizia nel carcere di Messina, ha contribuito ad allargare una ferita già aperta in tutto il Paese, quella della sicurezza negli istituti penitenziari.
Su quanto accaduto è intervenuto per primo il Garante dei diritti dei detenuti, il senatore Salvo Fleres, che ha voluto condannare gli atti di violenza sottolineando però come la loro continuità deve indurre a riflettere sulle motivazioni che possono averli determinati. “Ritengo che occorre verificare se esistono delle cause specifiche che inducono i ristretti a compiere dei gesti che, come essi ben sanno, incidono negativamente sulla loro situazione detentiva - ha dichiarato Fleres all’Agenzia Il Velino. Il caldo, il sovraffollamento e tutte le criticità del “pianeta carcere” non possono più essere sottaciute così come occorre entrare nello specifico della struttura di Messina per comprendere in quali condizioni sono costretti a vivere i reclusi. Proprio per questo motivo ho, da tempo, presentato una dettagliata interrogazione parlamentare, anche questa, sino a questo momento, senza esito, nella quale ho espressamente chiesto un’accurata ispezione. Ritengo - ha concluso il Senatore Fleres, che il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria debba intervenire con la massima urgenza effettuando le verifiche del caso”.
La risposta alle parole di Fleres è arrivata da Mimmo Nicotra, vice segretario generale dell’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria): “Il Garante dimentica di essere rappresentante del Governo, a cui dovrebbe piuttosto chiedere conto su cosa stia facendo per le carceri - replica duramente il rappresentante sindacale. Occorrono non ispezioni, ma interventi normativi: nelle carceri abbiamo bisogno di fatti, non di demagogia. Le sue affermazioni sono fuori luogo, i colpevoli stanno nell’amministrazione penitenziaria”.