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Dire, 7 agosto 2010

Trovato morto nel suo letto un uomo di 42 anni, arrestato per aver tagliato più di 30 gomme di auto in sosta e aver aggredito alcune donne. Si attende l’autopsia per capire le cause.
Era recluso nell’Opg di Aversa (Ce) da circa un anno, Stefano Crocetti, 42 anni, di Giulianova, arrestato per aver tagliato più di 30 gomme di auto in sosta e aver aggredito alcune donne che passeggiavano. I giudici, dopo una perizia psichiatrica, lo avevano ritenuto incapace di intendere e di volere e socialmente pericoloso, disponendo il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario.
Ieri però l’uomo è stato trovato morto nel suo letto, ma non ne si conosce ancora la causa; sarà l’autopsia a fare luce sul decesso avvenuto tra la notte di mercoledì e giovedì. Intanto sulla questione, riportata stamani da “Il centro”, è intervenuta l’associazione Antigone - sezione Campania. “A quanto ci risulta”, ha dichiarato in una nota il portavoce dell’organizzazione, Dario Stefano Dell’Aquila, “l’uomo aveva accusato un malore già in mattinata. Ci risulta anche che solo qualche settimana fa era stato ricoverato in una struttura ospedaliera esterna”. Secondo i dati forniti da Antigone nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa ci sono 302 internati, circa un quinto della popolazione internata in Italia (complessivamente 1.452 internati).
“Riteniamo indispensabile”, ha proseguito il portavoce dell’associazione, “che si faccia chiarezza sulle cause e sulle dinamiche di questa morte, anche alla luce di quanto emerso dai rapporti del comitato europeo per la prevenzione della tortura e dall’indagine della commissione parlamentare di inchiesta sulla sanità.
Vogliamo ricordare che ora, dopo anni di denunce, non siamo più soli a rilevare lo stato di degrado e abbandono di questi posti. I Nas che hanno accompagnato, l’11 giugno scorso, la commissione parlamentare di inchiesta, presieduta dal senatore Ignazio Marino, a proposito di Aversa hanno segnalato l’assenza di cure specifiche,e la sensazione di completo e disumano abbandono dei degenti e hanno ritenuta tutto le condizioni detentive tali da rendere disumana la permanenza di qualsiasi individuo”.