sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

 

di Adriana Tocco (Garante dei diritti dei detenuti della Campania)

La Repubblica, 7 agosto 2010

Denunce sempre più frequenti e allarmate sulla situazione carceraria italiana e campana si sono succedute in questi giorni. L’ultima scoperta nel corso di una mia visita ad alcuni detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere è stata quella della mancanza dell’acqua durante il giorno. Il che mi ha indotto a chiedere al sindaco del Comune come intenda risolvere questa situazione paradossale che coinvolge 1.700 persone tra detenuti e operatori.
Fortunatamente non tutte le notizie sono cattive: il detenuto che da otto mesi aspettava l’intervento è entrato in ospedale, merito delle denunce fatte e dell’intervento del Provveditorato all’amministrazione penitenziaria. Un esempio dunque di fattiva collaborazione istituzionale. Una goccia come ho detto altre volte, ma una goccia che fa ben sperare nella velocizzazione degli interventi sanitari.
Ed è certamente positiva la risposta del Consiglio regionale nel suo complesso alle denunce. Infatti il convegno tenutosi il 15 luglio dal Forum della salute, l’audizione promossa il 27 luglio dal presidente della commissione contro il mobbing e le discriminazioni, la conferenza stampa del 28 luglio organizzata dall’ufficio del Garante, sono state preziose occasioni di riflessione e di confronto con gli esponenti del nuovo Consiglio, sia di maggioranza che di opposizione, e in particolare con i presidenti e vicepresidenti delle commissioni mobbing e sanità.
Ne sono scaturite significative proposte, come lo studio di fattibilità di strutture ospedaliere a Poggioreale e a Secondigliano, l’incontro con i parlamentari campani da farsi a settembre per promuovere interventi legislativi sull’annosa e sempre irrisolta questione dei tossicodipendenti, e ancora la creazione di un osservatorio permanente costituito da consiglieri di tutti i gruppi parlamentari che non solo ascolti le denunce e le proposte dell’ufficio del Garante e delle associazioni, ma le faccia anche seguire da concreti interventi.
Fra le cose già fatte ha destato attenzione la pubblicazione della guida multilingue per i detenuti, la sperimentazione degli sportelli di consulenza giuridica, psicologica e di mediazione culturale presso alcuni istituti penitenziari, e l’intervento di messa a norma dei laboratori in tutte le carceri che favorirà l’inserimento lavorativo dei detenuti. Sono, come si vede, proposte operative e fatti concreti, ed è con piacere che osservo che tali proposte sono condivise dalle associazioni impegnate in attività a sostegno dei detenuti e riprese con favore dal presidente del Consiglio, Paolo Romano, come apparso recentemente su questo giornale.
L’impegno del presidente che fa esplicito riferimento a tutto il Consiglio è un appello alla trasversalità politica, indispensabile di fronte a condizione di vita così disperanti del mondo della reclusione, ed è un elemento di alta garanzia. I cittadini che devono pagare, come è giusto, il loro debito alla società con la privazione della libertà non possono però essere colpiti nei diritti fondamentali. Che il nuovo Consiglio si impegni a rispettare la dignità umana dei detenuti è motivo di speranza per quanti fra noi hanno fiducia nella convivenza democratica.