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di Carmine Sarno

Milano Finanza, 24 agosto 2010


Strutture sovraffollate, suicidi in costante aumento e mancanza di sicurezza. Ma per ogni detenuto lo Stato spende più di 113 euro al giorno, l’equivalente di un soggiorno in un grande albergo.


Ma le condizioni di vita per i detenuti sono al limite della sopravvivenza: spesso, infatti, in non più di 16 metri quadrati vivono fino a sei persone. A conferma di una situazione ormai al limite, ieri è arrivata la notizia di un nuovo suicidio di un detenuto, questa volta nel carcere di Parma. È l’ennesimo di una lunga lista, esattamente il 42esimo caso dall’inizio dell’anno, ha denunciato Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato di polizia penitenziaria Sappe.
Una situazione drammatica, che assume il tono del paradosso viste le cifre e i costi che lo Stato si sobbarca ogni anno per la gestione di carceri e penitenziari. Di fatto, nel 2010 per mandare avanti gli istituti di detenzione lo Stato spenderà 2,77 miliardi di euro, con un costo medio di oltre 113 euro al giorno per ogni detenuto. Una cifra analoga a quella che un turista potrebbe pagare per alloggiare in una stanza singola in un qualsiasi hotel a quattro stelle nel centro di Roma o Milano. Premesso che la detenzione non dovrebbe essere intesa come una vacanza, in un Paese civile, però, la carcerazione non dovrebbe diventare una pena nella pena.
Confrontando gli ultimi dati diffusi dal ministero della Giustizia sui costi medi giornalieri per detenuto, è possibile ricostruire fino all’ultimo centesimo come verranno spesi gli oltre 2,7 miliardi (vedere tabella in pagina). Dei 113,04 euro che rappresentano il costo giornaliero per ognuno dei 67.156 detenuti (dati aggiornati al 27 luglio 2010), il grosso è rappresentato dalla spesa per il personale di polizia penitenziaria. Si tratta di poco più di 95 euro, pari a 2,3 miliardi per tutto il 2010. In questa voce rientrano praticamente tutte le spese per il personale di servizio: dagli stipendi, al vestiario, dalle armi fino ai buoni pasto. Altri 4,42 euro al giorno (poco più di 108 milioni l’anno) è quanto lo Stato sborsa per la manutenzione delle carceri, le bollette del riscaldamento e la formazione del personale.
Il mantenimento, l’assistenza, la rieducazione e il trasporto dei detenuti costano invece 180 milioni l’anno (7,36 euro al giorno).
E bisogna precisare che dal 2008 le funzioni relative all’assistenza sanitaria negli istituti (tranne per quelli situati nelle Regioni a statuto speciale e nelle province autonome) sono a carico del Sistema sanitario nazionale e non più dell’amministrazione penitenziaria. Gli ultimi 5,6 euro (137,1 milioni annui), invece, appartengono alla voce “investimenti”, ossia le spese per l’edilizia penitenziaria, l’acquisto di mezzi di trasporto e i servizi delle industrie penitenziarie o colonie agricole.
Sebbene il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in più occasioni abbia ribadito che “il piano carceri messo appunto dal governo per fronteggiare il sovraffollamento degli istituti penitenziari vada avanti” i sindacati di polizia penitenziaria denunciano una situazione al limite del collasso. E a rendere ancora più allarmante questa situazione, il fatto che circa 6 mila posti detentivi sono inutilizzati per mancanza di agenti, ha sottolineato il Sappe.
Attualmente, hanno aggiunto dal sindacato, mancano dalle piante organiche non meno di 6.500 agenti. Altro nodo spinoso è quello della sicurezza all’interno dei penitenziari, una situazione figlia del generale degrado del sistema carcerario. Secondo quanto hanno riportato dalla Uilpa penitenziari nel 2010 sono stati 165 gli agenti penitenziari feriti; a cui si aggiungono i 13 detenuti evasi e le 12 evasioni sventate.

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