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Corriere Adriatico, 29 agosto 2001

Non un detenuto di più finché non saranno arrivati i rinforzi. E di aprire la nuova sezione del carcere, denominata “Cassiopea” non se ne parla neppure se prima non vi sarà il supplemento di personale più volte richiesto. È stata accolta la richiesta inviata dal direttore della casa circondariale di Rimini Annamaria Benassi alla direzione regionale e al Ministro Alfano.
La questione era stata sollevata nei giorni scorsi dai sindacati della polizia penitenziaria di Rimini (Cgil, Cisl, Uil e Sappe). Le organizzazioni sindacali avevano espresso il loro disappunto sulla decisione del provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria di Bologna di aprire la nuova ala indicando anche una data imminente. Già sotto organico (le guardie sono 100 anziché 160), per coprire i turni avrebbero dovuto rinunciare alle ferie e sopportare turni di lavoro oltre le 9 ore giornaliere.
“Peggio di noi solo i cani”. Così avevano titolato, alcuni mesi fa, i detenuti una lettera fatta pervenire ai giornali in cui denunciavano il problema del sovraffollamento. “Scriviamo queste righe per raccontare l’altra pena, quella a cui siamo costretti per il fatto di vivere in 10, 11 in una cella di 12-16 metri quadrati dove i letti a castello riducono la superficie calpestabile a 6 metri quadrati quando va bene”. Quando va male sono costretti a mettere il materasso sul pavimento e a rinunciare alla branda. “In un canile per legge - ricordano - ci vogliono nove metri quadrati per animale.
L’emergenza è tale da costringere gli addetti a trovare soluzioni alternative. L’ultima è stata quella di trasformare in cella l’ex saletta ricreativa senza infissi e con cellophane al posto dei vetri e di stiparvi come bestie 21 persone, con un unico bagno”. I detenuti sottolineano che la pena vissuta in questo modo si trasforma in uno strumento inefficace nel redimere chi ha sbagliato. Lo sfogo prosegue con l’esame di quanto ottenuto da quando si è sollevato il coperchio sulla situazione delle carceri: nulla. E a nulla hanno portato le visite dei rappresentanti del governo, dei dirigenti degli uffici penitenziari.