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Il Velino, 29 agosto 2010

Nel Lazio, nell’ultimo anno, la popolazione detenuta è cresciuta in percentuale a un ritmo quasi doppio rispetto al resto Italia. In dodici mesi (da luglio 2009 a luglio 2010) nel Paese i detenuti sono aumentati di oltre 4.500 unità (più 7 per cento) mentre nel Lazio i reclusi sono aumentati di 650 unità (più 12 per cento). I dati sono stati diffusi dal garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni.
Da febbraio 2010 a oggi, in particolare, i detenuti nel Lazio sono aumentati di oltre 400 unità. Secondo le rilevazioni del Prap del 25 agosto, nei 14 istituti della regione c’erano 6.287 detenuti, circa 1.700 in più rispetto alla capienza regolamentare. “Quella che si sta vivendo nelle carceri è un’estate difficilissima, in cui la sopravvivenza è messa a dura prova dal caldo, dal sovraffollamento, dalla fatiscenza delle strutture e dalla drammatica carenza di personale e di fondi - Marroni - È quasi inevitabile che, in queste situazioni, aumentino i gesti di autolesionismo e il rischio suicidi. E la cosa più tragica è che, tutta presa com’è a parlare di alleanze e di futuro, la politica sembra aver dimenticato che esiste anche un’emergenza carceri”.
Dai dati diffusi dal garante, risulta che nelle celle della regione sono attualmente reclusi 5.853 uomini e 434 donne. Alla fine di luglio erano 5.811 uomini e 442 donne. Il 20 giugno c’erano 5.795 uomini e 459 donne: il 24 maggio erano 5.784 gli uomini e 445 le donne. Il 21 aprile i detenuti erano 6.138 (5.704 uomini e 434 donne), l’11 marzo 6.082 (5.648 uomini e 434 donne), a febbraio 5.882 (5.470 uomini e 412 donne).
Numericamente le situazioni più critiche sono a Latina (dove i detenuti dovrebbero essere 86 e sono invece 155, dieci in più rispetto a luglio), Viterbo (723 contro i 433 previsti, quaranta in più rispetto al mese precedente), Frosinone (quasi 200 in più), Rebibbia N.C. (quasi 500 detenuti in più) e Regina Coeli (circa 300 in più). A Rebibbia Femminile le donne dovrebbero essere 274, sono invece quasi 100 in più. Ancora insoluto il caso di Rieti, dove il nuovo carcere da 306 posti ospita 112 reclusi in due sole sezioni aperte e sovraffollate. Il resto della struttura è chiuso per carenza di risorse economiche e di agenti di polizia penitenziaria.