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Adnkronos, 9 settembre 2010

Sono necessarie strutture alternative affinché le madri che si trovano in carcere possano stare con i loro bambini in strutture, come l'Istituto di custodia attenuata per madri (Icam) di Milano, diverse da istituti penitenziari. Ne è convinta Isabella Rauti, membro dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, intervenuta oggi alla trasmissione Uno Mattina su Raiuno. "I bambini in carcere non hanno alcuna colpa - ha affermato - ed il loro rapporto stretto con la madre subisce un violento strappo al compimento del terzo anno di età poiché i bimbi vengono portati via dal carcere e affidati o a un parente o ai servizi sociali".
Per le mamme in carcere sono dunque necessarie strutture alternative , per questo il consigliere Rauti ha espresso la volontà di voler creare "strutture nelle quali tenere i bambini insieme alle madri ma non in carcere: una sorta di casa famiglia con delle regole precise. Struttura dove le madri vivono recluse e i bambini hanno una vita per così dire normale e fruiscono tra l'altro dei servizi del territorio circostante, parco giochi e asili nido, poiché possono uscire accompagnati dai volontari. E dove il personale penitenziario presente non indossa la divisa".
"All'interno della casa, quindi - ha spiegato Isabella Rauti - si vive come una famiglia allargata e le stesse detenute accudiscono i propri bambini. Credo che sia facile da realizzare e molto importante. L'apertura dell'Icam a Milano ha portato alla chiusura dell'asilo nido di San Vittore, un vantaggio, un'esperienza unica e all'avanguardia che si può replicare. A un progetto simile sta lavorando la Regione Toscana ed anche la Sicilia. Il nostro scopo è quello di realizzare nel territorio del Lazio un istituto simile se non identico a quello dell'Icam".
Il consigliere ha tenuto poi a sottolineare che il Lazio "non parte da zero perché la precedente amministrazione aveva già individuato una zona di Roma su cui realizzare l'istituto ed esiste un protocollo che impegna enti locali e il Dipartimento di polizia penitenziaria in tal senso. Credo sia opportuno - ha concluso - riprendere quella strada e credo che via sia un'intesa bipartisan su questo tema perché esiste solo la difesa dei diritti fondamentali".