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Comunicato stampa, 9 settembre 2010

"Ritengo sia davvero arrivato il momento di smetterla di ricominciare tutto da capo per quel che riguarda il trasferimento della medicina penitenziaria dal Ministero della Giustizia al Sistema Sanitario Regionale delle aziende Asl.
Il comitato paritetico sta lavorando da anni alle norme di attuazione per l'applicazione del Decreto Legislativo 22 giugno 1999, n. 230 "Riordino della medicina penitenziaria a norma dell'articolo 5, della legge 30 novembre 1998, n. 419" che determina siano le Regioni ad assicurare l'assistenza sanitaria ai detenuti.
Ricordo, a chi evidentemente ha la memoria corta, che il Parlamento ha ribadito tale principio anche con la Finanziaria del 2007. Quasi tutte le regioni hanno adempiuto, invece, la Regione Sardegna, con pretesti vari, rimanda continuamente. Ho scritto al Ministro Alfano e all'Assessore regionale Liori perché questa partita si chiuda al più presto. Questo è anche l'ultimo anno utile in cui il Ministero ha ancora disponibilità di risorse per attuare interventi sanitari all'interno degli istituti di pena.
Purtroppo, le evanescenti dichiarazioni di Cossa, paiono davvero incomprensibili. Ci si inventa di tutto pur di non decidere chiaramente su questo tema. E intanto, solo a Buoncammino, più di 170 detenuti malati psichiatrici che avrebbero bisogno di ambienti, cure e trattamenti sanitari specifici, con i tagli che conseguiranno la bocciatura del passaggio di competenze, potrebbero seriamente rischiare la propria vita".