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Ansa, 9 settembre 2010

Il ministro della Giustizia Alfano ha presentato martedì un provvedimento, che recepisce una norma europea, per lo spostamento dei detenuti stranieri comunitari nelle carceri nei loro paesi d'appartenenza. Un provvedimento che si inserisce fra quelli con cui il Governo ha intenzione di svuotare le carceri.
"È una grossa novità - spiega il sottosegretario alla Giustizia Elisabetta Rossi Casellati - perché cerca di rimediare ad una autentica emergenza che è il sovraffollamento delle carceri. Certo è un problema complicato a cui non si può rispondere solo sul profilo dell'edilizia. Questa è una di quelle misure positive non solo sul profilo dello spopolamento, ma anche perché stabilisce il principio che gli stranieri che delinquono a casa nostra, devono andare a scontare nel loro paese la pena".
Non si tratta dunque di una misura risolutiva, infatti, aggiunge il sottosegretario, "noi abbiamo calcolato che circa 1.200 detenuti torneranno nei paesi d'origine. Ma da un lato ci sono queste persone che andranno nei paesi d'origine, dall'altro stiamo ampliando i posti detentivi, dall'altro ancora abbiamo delle misure per cui chi deve scontare l'ultimo lo può fare ai domiciliari, e questo comporterà uno svuotamento dagli 8.000 ai 10.000 detenuti, dunque si tratta di un pezzo della nostra strategia".
Ad ogni modo il problema c'è ancora, e la soluzione è ancora lontana. In questo senso la Casellati rivendica l'attivismo dell'esecutivo. "Noi abbiamo scelto la strada più difficile e complicata, quella delle riforma strutturale, perché negli ultimi 60 anni le carceri si riempivano e si svuotavano per degli atti di clemenza. Non si è mai risolto il problema in maniera definitiva. Noi abbiamo escluso questa ipotesi, la più semplice, pensando di ridefinire il problema delle carceri".
Una ridefinizione su cui ci sono molte polemiche, specialmente per quel che riguarda la parte edilizia del piano, ma in cui la Casellati crede fermamente. "Stiamo procedendo per anni e per stanziamenti, quest'anno abbiamo allargato di oltre 2000 i posti detentivi e per fine anno ce ne saranno altri. Penso che per fine legislatura dovremmo riuscire a completare il nostro progetto triennale. Del resto ci sono dei tempi e dei costi, è un lavoro molto complesso".