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Apcom, 27 settembre 2010

Il suicidio del 27enne detenuto nel carcere di Belluno verificatosi ieri, fa salire l’asticella delle auto soppressioni in cella, nel solo 2010, a 51 morti. Avendo già più e più volte parlato e commentato di questa strage silenziosa, senza peraltro sortire alcun effetto significativo di attenzione e/o di soluzioni, intendiamo corredare alla conta funebre altri numeri che meglio definiscono ciò che l’esimio Presidente Ciampi ebbe a definire il “dramma” penitenziario.
Dopo aver osservato un breve periodo di volontario silenzio sul fenomeno dei suicidi in carcere, la Uil Pa Penitenziari torna a parlarne fornendo dati da brivido. “Per un quadro d’insieme e più veritiero - afferma Eugenio Sarno, Segretario Generale della Uil Pa Penitenziari - occorre ricordare che alle 51 persone che hanno deciso di evadere permanentemente dalla vita ve ne sono state altre 123 che hanno tentato lo stesso percorso. 104 di queste (92 %) sono state tratte in salvo dagli agenti della polizia penitenziaria, 19 si sono salvate grazie all’intervento di compagni di detenzione o altri motivi. È quindi lecito affermare che la polizia penitenziaria svolge la propria attività con il precipuo compito di salvare vite. I 51 suicidi, infatti, si sono verificati in 39 istituti penitenziari, mentre i 123 tentati suicidi in 62 strutture detentive. Le strutture che in questo 2010 hanno fatto registrare il maggior numero di suicidi (tre a testa) sono Siracusa, Padova Due Palazzi e Roma Rebibbia. Gli istituti in cui sono verificati in numero maggiore i tentati suicidi sono : Genova Marassi (6), Lecce e Sulmona (5), Piacenza e Busto Arsizio (4)”.
Ad aggravare lo scenario di morte e violenza che si registra nelle prigioni italiane contribuisce anche l’esorbitante numero di atti autolesionistici posti in essere da detenuti ed internati, nonché i tanti episodi di aggressione in danno degli agenti penitenziari. “Dal 1 gennaio al 20 settembre 2010 - comunica Sarno - sono stati ben 4.216 gli atti di autolesionismo ufficialmente registrati. Firenze Sollicciano (241), Lecce (147), Perugia (109), Bologna (108) e Milano San Vittore (105) gli istituti in cui ci si autolesiona con maggior frequenza. Nello stesso periodo sono 236 gli atti di aggressione che i detenuti hanno perpetrato in danno di personale della polizia penitenziaria. Gli agenti feriti che hanno riportato lesioni giudicate guaribili in periodi superiori ai 5 giorni sono 186. In Lombardia (34), Campania (29), Sicilia (28) e Piemonte (27) il maggior numero di atti violenti verso i poliziotti penitenziari.”
Anche sul fronte della sicurezza le cifre forniscono elementi di preoccupazione “ In quest’anno sono evasi 11 detenuti da istituti penitenziari, 2 da strutture giudiziarie e 2 da plessi ospedalieri. A testimonianza - sottolinea il Segretario della Uil Pa Penitenziari - che il continuo assottigliarsi degli organici di polizia penitenziaria , cui si coniuga una gestione delle risorse scriteriata ed illogica, incide notevolmente sui livelli di sicurezza che si possono garantire. Oggi in tutte le strutture (comprese quelle che ospitano detenuti al 41 - bis) si opera ben al di sotto dei livelli minimi previsti o richiesti. Nonostante ciò si lavora con dedizione e professionalità. Le 17 tentate evasioni da istituti penitenziari, non portate a termine per l’intervento dei baschi blu, ne sono una puntuale conferma.
Le evasioni extra - moenia, invece, sono molto più contenute con percentuali assolutamente minime e sostenibili. Infatti sono 2 gli evasi dal lavoro all’esterno, 51 da arresti o detenzione domiciliare, 8 dalla semilibertà, 23 da permessi premio. Anche su questo c’è molto da riflettere, sempreché ci sia ancora qualcuno cui interessa la questione penitenziaria e le condizioni in cui vivono i detenuti e lavorano gli operatori.