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Il Tempo, 30 settembre 2010

Ed è tanto dirompente che si arriva a chiedere l’intervento del Guardasigilli. “Nella situazione di sfascio ed inefficienza che caratterizza l’amministrazione penitenziaria - afferma il segretario generale della Uil - penitenziari, Eugenio Sarno - è necessario un intervento del ministro della Giustizia, sempre che ritenga che il dramma penitenziario rientri nelle sue specifiche competenze”.
Sarno snocciola i dati che fotografano la situazione delle carceri abruzzesi. Il penitenziario di Sulmona, che è il più grande, su una capienza massima di 301 unità ospita 449 reclusi, con una percentuale di sovraffollamento del 49,17%. Dall’inizio del 2010 nel carcere ci sono stati 2 suicidi, 5 tentati suicidi, 79 atti di autolesione e 3 aggressioni ad agenti. A Chieti, invece, su una capienza massima di 83 reclusi, ne sono presenti 130 (percentuale di sovraffollamento del 56,63%).
Più grave la situazione a Lanciano, dove i detenuti dovrebbero essere 181 e invece sono 365, con un indice pari a 101,66%. L’Aquila e Pescara sono le uniche realtà in controtendenza, con indici di sovraffollamento negativi, -17,07 e -12,89%: all’Aquila su 205 posti ne sono occupati 170, a Pescara i posti occupati sono 223 su 256. Male la situazione a Teramo, dove l’indice di sovraffollamento raggiunge l’81,39%, con 231 posti previsti e 419 detenuti presenti. Il carcere di Vasto, con 341 reclusi su una capienza prevista di 260, si attesta a +31,31%. “È ora - spiega Sarno - che qualcuno si dia una mossa prima che tutto diventi irrecuperabile”.