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Il Velino, 7 ottobre 2010

“È estremamente importante che si faccia chiarezza sul Piano Ionta, e che i poliziotti penitenziari ricevano la prova tangibile di quello che si sta facendo per loro” lo chiede il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, dopo che ieri il Dap aveva fatto circolare cifre non tanto rassicuranti, secondo le valutazioni degli addetti ai lavori, sul piano straordinario di edilizia penitenziaria. “Per noi l’espressione Piano Ionta ha il sapore beffardo del suo significato letterale: “Vai Ionta, vai vai, ma fai piano, procedi con cautela”.
“Per i poliziotti penitenziari, quelli che fanno i turni massacranti di 12/14 ore al giorno, invece, il progetto è oramai come sangue agli occhi - sottolinea Beneduci -. Se è vero come è vero che a detta del capo del dipartimento si realizzerà solo tra tre anni”. “Si perché a conti fatti, per chi mastica di questioni attinenti al carcere, questioni di cui il capo sembra essere scollegato, sa già che 3 anni significano altri 30 mila detenuti in più da accogliere rispetto la quota regolamentare, che adesso rimane fissa alle 44 mila unità, rispetto ai 68.570 presenti, quando i lavori di costruzione, secondo le aspettative del dipartimento, realizzeranno solo 20 mila posti letto”.
“Ciò vuol dire - in base agli elementi raccolti dall’Osapp - che rimarranno fuori e comunque 10 mila detenuti. Diecimila detenuti sul terzo o quarto letto a castello; diecimila detenuti sul materasso a terra; ovvero come a Brescia allocati nelle barberie, o ancora nei corridoi o nelle infermerie, diecimila detenuti che noi poliziotti avremo comunque l’onere e la responsabilità di prendere in carico”.
“E non è neanche detto, in base alle voci che ci pervengono con sempre maggiore insistenza - aggiunge ancora il sindacalista - che sarà lo stesso Ionta, in quanto capo del Dap, nel 2011, a realizzare la prima parte di tale piano!” “I detenuti aumenteranno - conclude Beneduci - e noi saremo lì, sempre gli stessi, con gli organici carenti di oltre 6 mila unità per i vuoti, che neppure si riescono a rimpiazzare, e che si determinano per effetto del turnover”. “Vai Ionta, vai vai ma fai Piano...!”