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Il Velino, 7 ottobre 2010

“Il testo unificato licenziato per la sede referente in Commissione giustizia, è la resa completa agli istinti più giustizialisti presenti in parlamento. Quanto contenuto nelle proposte di legge originarie e quanto auspicato dallo stesso Ministro della giustizia con lo slogan “mai più bambini in carcere” è destinato a rimanere un sogno. Eppure, considerate le cifre del fenomeno - stiamo parlando di 60 - 70 bambini in tutta Italia detenuti con le loro madri - si tratta di problema facilmente risolvibile con il semplice buon senso”.
Lo dichiara la deputata radicale Rita Bernardini. “Ma ormai - prosegue l’esponente radicale - sembra diventato uno sport molto praticato quello di varare leggi che nulla hanno a che fare con gli scopi originari che ci si prefigge. Sono tali e tanti i compromessi accettati che è più che sicuro che i bambini piccolissimi continueranno a scontare la galera al seguito delle loro madri detenute; senza che vengano in alcun modo tutelate le esigenze di socialità e di relazione con l’esterno del minore. Intanto, perché a legislazione vigente ci sono ancora bambini detenuti, se già le norme prevedono forme di detenzione domiciliare speciale per le detenute madri? Semplicemente perché le mamme, per lo più tossicodipendenti e nomadi, sono recidive, e quindi vi è il rischio che una volta uscite dal carcere tornino a delinquere.
Ora, la proposta radicale (e anche quella del Pd prima delle rinunce compromissorie) prevedeva, oltre al rafforzamento della detenzione domiciliare, anche l’introduzione di forme di custodia presso le case famiglia protette e, solo in casi veramente eccezionali di pericolosità sociale, la detenzione presso gli Icam, cioè strutture gestite dal ministero dove almeno non ci sono sbarre e personale in divisa. Con il testo unificato viene così a cadere quel percorso individualizzato per mamme e bambini che - come ci avevano suggerito le associazioni del volontariato che abbiamo audito in commissione - avrebbe potuto assicurare un serio reinserimento sociale in grado di abbattere i tassi di recidiva”.