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Il Corriere delle Alpi, 11 ottobre 2010

“Mi chiedo come sia possibile che altri prima della sottoscritta, in possesso della delega firmata da mio figlio, abbiano potuto consultare le sue cartelle cliniche e i suoi esami. Per me la causa che ha rischiato di fare morire mio figlio mentre si trovava nel carcere di Belluno rimane l’overdose da oppiacei”.
La mamma del ragazzo feltrino che fortunatamente ha superato la crisi e ora è tornato in cella dopo essere stato ricoverato d’urgenza all’ospedale San Martino di Belluno, non ci sta a passare per visionaria. Ieri il consigliere regionale leghista Toscani e la direttrice del carcere Mannarella avevano dichiarato che non c’era stata alcuna overdose ai danni del giovane poi salvato al pronto soccorso di Belluno invocando la privacy del paziente-detenuto per non fornire ulteriori dettagli. Ieri la madre del ragazzo gli ha fatto visita in carcere.
Ora il giovane si è tutto sommato ripreso e questa è la notizia più confortante. ma ciò non toglie che le parole dell’esponente leghista e della direttrice di Baldenich, l’abbiano notevolmente irritata: “Mi chiedo quali elementi abbiano Toscani e Mannarella per fare affermazioni legate alla salute di mio figlio. Io so che il ragazzo è stato sottoposto a trattamento con il Narcan, un antidoto anti-oppiaceo, che visti i risultati, ha centrato la diagnosi iniziale fatta dai sanitari del San Martino. L’overdose c’era e mi spiace che ora si cerchi di accreditare altre tesi. A parte i problemi con gli stupefacenti, mio figlio gode di buona salute. Quello che ha assunto in carcere ha provocato la crisi”.