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Il Gazzettino, 12 ottobre 2010

È stata una visita lunga e articolata. Una ventina di consiglieri comunali, guidati dalla presidente Daniela Ruffini, hanno visitato il carcere Due Palazzi, insieme al direttore Salvatore Pirruccio. Una visita che si è concentrata sul piano terra del carcere, che non ospita le sezioni con le celle, ma gli spazi per l’attività che, nella casa di reclusione, sono fondamentali per il reinserimento del detenuto , ma anche per rendere gli anni di detenzione meno pesanti.
Pirruccio ha fatto iniziare la visita con delle informazioni sul numeri dei detenuti: “Ad oggi oscilliamo tra gli 800 e gli 810. Le celle erano state pensate per un solo ospite, ma da subito sono state utilizzate da due detenuti. Purtroppo oggi anche qui in alcune sezioni dobbiamo arrivare a tre. Una situazione difficile, ma sicuramente meno critica rispetto al circondariale”. Negli ultimi mesi, proprio a fronte dell’aumento dei numeri, il direttore ha accordato ai detenuti di uscire durante il giorno dalle celle e di muoversi liberamente nella sezione, che contiene 25 celle.
Ad accogliere i visitatori in carcere è un lungo corridoio, abbellito dai murales realizzati dai detenuti. Il carcere offre diverse opportunità. Alcuni arrivano anche alla laurea, come testimoniano i papiri appesi nel “Polo universitario”. Ci sono però corsi di ogni tipo, dall’alfabetizzazione per gli stranieri, alle scuole medie fino alle superiori, con una sezione del Gramsci. Non manca l’auditorium e la cappella. Non è presente una vera e propria moschea, ma hanno i detenuti musulmani il permesso di riunirsi per la preghiera di gruppo. La biblioteca vanta 14 mila volumi, mentre una vasta area è dedicata alla redazione di Ristretti Orizzonti, rivista tra le prime in Italia di informazione carceraria. La redazione pubblica sette numeri all’anno, ma esiste anche un telegiornale, il Tg2Palazzi, prodotto in carcere e in onda ogni sabato alle 18.15 su Telechiara.
L’attività produttiva è ampia. Il consorzio sociale Rebus organizza il lavoro dei detenuti per diverse aziende, il call center per il Cup dell’ospedale, oltre alla mensa che sforna 800 pasti al giorno. Fiore all’occhiello la pluripremiata pasticceria, con la produzione dei rinomati “Dolci di Giotto”. “Questi aspetti danno attuazione all’articolo 27 della Costituzione - ha sottolineato Daniela Ruffini - Il carcere non è più un corpo esterno alla città, grazie anche al volontariato”. L’intenzione dei consiglieri è quella però di vedere anche gli aspetti più problematici delle detenzione, con una prossima visita al carcere circondariale.

Ruzzante: “Allarme sovraffollamento”

Dura presa di posizione del consigliere regionale del Pd, Piero Ruzzante, sulla situazione delle carceri in Veneto e in particolare su quella del circondariale di Padova. “I numeri relativi alla situazione dei penitenziari veneti sono agghiaccianti - sottolinea il consigliere - Le carceri venete ospitano quasi il doppio dei detenuti previsti (3.286 invece di 1.726). Nonostante questo, la dotazione organica della polizia penitenziaria è al di sotto del 20% rispetto al fabbisogno. Il carcere circondariale di Padova è forse quello dove si soffre di più, a causa del forte sovraffollamento delle celle: 262 detenuti, a fronte di una capienza ottimale di 80 posti, e una capienza tollerabile di 130, con un personale penitenziario sotto organico di 40 unità, per non parlare degli operatori sanitari che sono in servizio solo 18 ore la settimana.
Inoltre i tagli al settore sociale hanno azzerato gli stanziamenti destinati agli interventi in materia penitenziaria”. Ruzzante se la prende con l’indifferenza della giunta regionale: “La mia interrogazione in materia di maggio, dove chiedevo ad esempio se la Regione non intendesse ripristinare uno specifico reparto nell’ospedale di Padova, ha avuto risposta solo dopo oltre due mesi. L’assessore Remo Sernagiotto però si è limitato ad una serie di proclami che non hanno mutato la situazione”.

“La luce nel silenzio”: l’arte entra in prigione

L’idea di una visita dei consiglieri comunali in carcere non era nuova nella mente di Daniela Ruffini, ma coglie spunto da un evento preciso. A settembre il Centro Universitario di via Zabarella ha infatti ospitato la mostra “La luce nel silenzio”, che ha ospitato anche le opere di alcuni detenuti della casa di reclusione del Due Palazzi. A presentare la mostra, come critico d’arte, la professoressa Maria Beatrice Rigobello Autizi: “Nella mostra, organizzata dal Gruppo operatori carceri volontari, abbiamo potuto scoprire come in carcere ci fossero molti spazi dedicati all’arte. In particolare il lavoro artistico dà notevoli motivazioni ai detenuti. Quando abbiamo saputo che al Due Palazzi c’erano oltre cento metri di murales abbiamo lanciato l’idea di entrare nel Guinness dei primati con un record inerente proprio questi spazi. I dettagli sono ancora in corso di definizione, ma tutto il consiglio comunale ha già dato la propria disponibilità. Noi ora la chiediamo anche agli artisti padovani che vogliano offrire le proprie idee e il proprio tempo per dare corpo a questo progetto”.