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Il Velino, 12 ottobre 2010

Carmelo Di Bartolo, 42 anni, ex collaboratore di giustizia originario di Gela (Ct), si è suicidato stamattina nel carcere di Ravenna. È quanto si apprende in un comunicato di Ristretti Orizzonti. Il cadavere dell’uomo, che si è impiccato nella sua cella, è stato scoperto intorno alle 8. Era stato arrestato il 29 settembre per rapina.
Già noto alle forze dell’ordine, aveva anche un passato da collaboratore di giustizia. Carmelo Di Bartolo era stato arrestato nel 1997. Aveva sparato al cugino, Carmelo Fiorisi, nel contro storico di Gela. Fiorisi venne ferito di striscio, mentre Di Bartolo venne arrestato la stessa sera nella sua abitazione. Venne trovato a letto ancora vestito e con la pistola sotto il cuscino. Dopo aver scontato la pena era tornato in libertà. Il 29 settembre ancora un arresto, questa volta per rapina.
Di Bartolo non è il solo detenuto che oggi si aggiunge alla lista dei morti di carcere, infatti ad Olbia è stato ritrovato senza vita nella sua cella il gelese Francesco Maurilio La Cognata, 50 anni, condannato all’ergastolo. Per il momento non si conoscono le ragioni del decesso, tuttavia le prime rilevazioni effettuate sul corpo fanno propendere per un decesso da attribuire a cause naturali. Con i due casi odierni, salgono a 135 i detenuti morti in carcere da inizio anno, 54 di loro si sono suicidati. I due terzi dei suicidi avevano meno di 40 anni, nel dettaglio: 14 avevano tra i 20 e i 29 anni, 20 tra i 30 e i 39 anni, 12 tra i 40 e i 49 anni, 6 tra i 50 e i 59 anni e 2 più di 60 anni. Dal 2000 ad oggi 612 detenuti si sono tolti la vita nelle carceri italiane, mentre il totale dei morti in detenzione arriva a 1.695.
Negli Stati Uniti, dove la pena di morte è ancora applicata, da inizio anno sono state eseguite 41 condanne capitali (Fonte: Rick Halperin, Southern Methodist University), lo scorso anno furono 52, nel 2008 furono 37. Domenica scorsa, Giuliano Cazzola, deputato del Pdl, ha dichiarato: “Oggi si celebra la Giornata mondiale contro la pena di morte. Nei giorni scorsi la Camera, tra un tripudio di belle parole, ha votato alla unanimità una risoluzione in tal senso. Il fatto è che nelle carceri italiane, dall’inizio dell’anno, vi sono stati più di cinquanta suicidi. Non è anche questa una odiosa pena di morte di cui è in larga misura responsabile lo Stato?”.