sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Il Resto del Carlino, 18 ottobre 2010

 

Ratti, piccioni zecche e muffa ovunque. L’assessore al welfare. “Pronti a emettere ordinanza di sgombero”. Cucine senza le condizioni igieniche minime per la preparazione dei pasti, docce prive della pavimentazione adeguata, sottotetti invasi dai piccioni, topi, zecche, zanzare e muffe.

Il carcere di Forlì fa acqua da tutte le parti. Le condizioni della struttura, stando alle relazioni effettuate in aprile e maggio dal medico igienista dell’Ausl, dottor Alfonso Casadei, sono da allarme rosso. A diffondere i risultati dei suoi sopralluoghi è stata, nei giorni scorsi, la Cgil. “Così non si può andare avanti. La struttura va chiusa”, ha tuonato il segretario generale della Camera del Lavoro di Forlì, Enzo Santolini. Parole a cui è seguita la replica dell’assessore comunale al welfare Davide Drei. “Nella eventualità che non vengano ripristinate nei tempi previsti le condizioni di garanzia minime per la salute dei detenuti e del personale - ha detto l’amministratore - siamo pronti ad emettere un’ordinanza di sgombero delle strutture interessate da questa grave situazione di disagio e di incuria”. È in particolare nel sottotetto che Casadei ha trovato scenari da terzo mondo. Qui, “in molti punti”, le deiezioni di piccione “hanno raggiunto in molti punti uno spessore superiore ai cinquanta centimetri”. I piccioni sarebbero alcune centinaia, con tanto di uova e pulcini “in vari stati di sviluppo”. Il medico dispose la bonifica del sito, posticipata (due volte) di sessanta giorni. Fino ad arrivare a ottobre e alla denuncia della Cgil. “ Si riferisce - scrisse Casadei in aprile - che rimanendo identiche le condizioni igienico sanitarie si ritiene possibile il manifestarsi di inconvenienti sanitari, anche gravi, per le persone che frequentano la struttura”. Non è tutto: i detenuti sono 220, contro una capienza di 165; 80 gli agenti di polizia penitenziaria, che dovrebbero essere invece 125. Procedono poi a singhiozzo i lavori del nuovo carcere, che, stando al sindacato, riprenderanno solo nel 2012 per mancanza di fondi. Per ora sono stati realizzati l’ingresso e la palazzina che ospiterà gli agenti. Critico il Pd locale: “Il Governo è inadempiente. La nostra comunità non può più sostituirsi allo Stato. L’amministrazione comunale di Forlì fa bene ad annunciare l’ordinanza di sgombero se le autorità governative non faranno la loro parte per risolvere il problema dell’igiene pubblica e della sicurezza nella casa circondariale”.