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La Gazzetta di Mantova, 22 ottobre 2010

“Gli spazi sono inadeguati e la struttura non è più funzionale per ospitare dei detenuti”. Lo hanno sostenuto ieri mattina il direttore della casa circondariale Enrico Baraniello e l’ispettore capo della polizia penitenziaria Raffaele Pierro durante un colloquio con il sindaco nel carcere di via Poma. Nella visita Nicola Sodano era accompagnato dall’assessore al welfare Arnaldo De Pietri, dal presidente del consiglio comunale Giuliano Longfils e dal consigliere Sebastiano Rivaberni.
“La situazione della struttura della casa circondariale di Mantova è tragica - ha affermato - ma abbiamo il problema all’attenzione, è nella nostra agenda. Presto incontrerò il sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo per discuterne”. Sodano avrebbe in agenda anche un incontro a breve con il procuratore capo Antonino Condorelli. Tra le necessità dei detenuti, in un carcere in cui vivono compressi in 204 (contro una capienza massima di 180) ci sono il lavoro e l’attività fisica. E qui l’interessamento del Comune è parso concreto.
L’assessore De Pietri ha parlato di un possibile sostegno economico per acquistare materiale destinato alle attività motorie. Sodano invece ha garantito che si adopererà per fare in modo che il Comune richieda i faldoni e i raccoglitori necessari all’attività degli uffici municipali alla casa circondariale, per dare un lavoro retribuito ai detenuti. In carcere esiste infatti un laboratorio per l’artigianato dove i detenuti svolgono occupazioni retribuite, come appunto la realizzazione di raccoglitori in cartone.
All’interno del penitenziario lavorano anche altri dipendenti, tra cui due donne in lavanderia. Il direttore Baraniello ha informato la delegazione comunale della situazione del carcere anche attraverso i dati. Eccone alcuni. Dei 204 detenuti presenti ieri (186 uomini e 18 donne) gli italiani sono 85 e gli stranieri 119. Novanta in tutto, quindi poco meno della metà sono tossicodipendenti. Un solo detenuto è in regime di semilibertà, mentre altri 12 possono uscire dal carcere e andare al lavoro. Gli agenti della casa circondariale in servizio sono trentacinque, ci sono anche un medico e degli educatori. Le celle sono cinquantanove, di cui 4 per il reparto femminile, quasi tutte con letti a castello per tre.