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ww.camerepenali.it, 20 febbraio 2015

 

Avevamo ragione a ritenere che la Giornata della Giustizia organizzata dall'Anm serviva sostanzialmente per opporsi al disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati. La Giornata della Giustizia organizzata dall'Anm serviva sostanzialmente per opporsi al disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati.

L'idea fuorviante che si voleva accreditare è che la magistratura opera nel migliore dei modi e che una legge che intenda consentire ai cittadini di coltivare azioni risarcitorie, per i danni subiti a causa di decisioni sbagliate, costituisca una minaccia per l'indipendenza e l'autonomia della magistratura. In poche parole, si sosteneva che la proposta del Governo di rendere più agevole per i cittadini le azioni nei confronti dello Stato, in caso di errori determinati da dolo o colpa grave, non fosse equilibrata e frutto della volontà di colpire chi, ogni giorno, contrasta il crimine. Un messaggio tanto suggestivo quanto errato.

Non c'è invero una ragione plausibile per ritenere immuni da responsabilità chi giustamente si occupa di verificare le responsabilità altrui, tanto più che, anche in questo caso, l'accertamento sarebbe sempre effettuato dalla stessa magistratura. L'Anm pare si prepari ad un'altra mobilitazione con la possibilità di proclamare un'astensione ed in più valuta di chiedere un incontro con il Presidente della Repubblica "per esporgli le valutazioni" sul disegno di legge, anche rispetto "ai suoi profili di incostituzionalità". Nulla da dire, evidentemente, sulle decisioni che il sindacato delle toghe riterrà di assumere in merito all'astensione, invece qualcosa sulla ipotizzata audizione con il Presidente della Repubblica desideriamo dirlo. L'Anm è stata sentita, come l'Unione delle Camere Penali e altri, sul disegno di legge.

Anche il Csm si è espresso a riguardo. Alla politica spetta la sintesi e al Parlamento la decisione finale. Il Capo dello Stato, nel promulgare le leggi, ne verifica la costituzionalità, ma non è previsto un parere preventivo o interdittivo. Questo per quanto alla forma, che non è mai priva di significato. In merito alla sostanza, siamo certi che se il Presidente della Repubblica riterrà di accogliere la ipotizzata audizione, non sulla riforma della giustizia in generale, ma sulla responsabilità civile dei magistrati, vorrà ascoltare anche gli altri soggetti che hanno espresso pareri, e dunque anche l'Unione delle Camere Penali, perché le norme sulla responsabilità della magistratura, come quelle sull'ordinamento giudiziario, non interessano esclusivamente i magistrati, ma riguardano tutti i cittadini.