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Ansa, 25 novembre 2010

 

“Vorrei che mi facessero vedere mia figlia per l’ultima volta. la vorrei proprio vedere. Chiedo al direttore del carcere che sia un po’ clemente, non gli chiedo il sole, chiedo solo un permesso per mia figlia”. È il disperato appello, fatto in lacrime, dal padre della trentenne molisana in carcere a Torino per furto e alla quale è stato negato di poter rivedere per l’ultima volta il padre che è in fin di vita. L’uomo, che è malato di tumore, dopo essere stato ricoverato in ospedale è tornato a casa, a San Polo Matese (Campobasso), con un verdetto, quello dei medici, che non lascia speranze. A raccogliere le sue parole disperate è Telenorba.
“Chiedo solo che lei mi venga a trovare per l’ultima volta - ha detto l’uomo sofferente, ai microfoni dell’emittente - per questo ringrazierei il direttore del carcere tanto tanto”. Infine si è rivolto direttamente alla figlia: “Le voglio tanto bene, voglio dirgli questo”. La trentenne, che finirà di scontare la sua pena nel prossimo mese di marzo, ha presentato istanza alla Direzione carceraria per vedere anche per una sola ora il padre, ma si è per ora sentita negare il permesso, ha deciso quindi di ricorrere non solo al Magistrato di Sorveglianza, ma di presentare anche un esposto al Garante per i diritti dei detenuti. Un appello è stato lanciato anche dalla madre della ragazza, che in questi giorni assiste il marito malato: “Chiedo che mi mandino mia figlia - ha detto la donna - perché mio marito sta male. Mia figlia non è una assassina, qui tirano fuori gli assassini e a mia figlia, che ha fatto qualche piccolo furto, non le fanno vedere il papà. Il papà ora ha bisogno di vedere la figlia”.