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Asca, 25 novembre 2010

 

Confrontare le reciproche esperienze sul fronte della difesa dei diritti dei detenuti per verificare la possibilità di applicarle, nei propri Paesi con lo scopo ultimo di migliorare le condizioni di vita nelle carceri e di rafforzare la cooperazione nel campo dei diritti umani.

Sono questi gli obiettivi principali dell’incontro fra il Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni e Abdulkareem Shanain Gaeed Al Makassees, consigliere e presidente della Commissione per i diritti umani del Governatorato di Baghdad.
“Credo sia molto importante questo confronto, a livello internazionale, sulle best practices in tema di tutela dei diritti umani - ha detto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni - Stiamo orgogliosi di mettere poter condividere la nostra esperienza maturata in anni di lavoro nelle carceri della regione, e di poter ascoltare le problematiche e le soluzioni adottate in altre realtà del mondo su questo delicatissimo tema”.
Al Makasses si trova a Roma per una visita di studio - organizzata dall’organizzazione no profit “Un ponte per...” - con incontri con diverse personalità istituzionali. È stato fondatore di una delle prime organizzazioni di tutela dei diritti dei detenuti dopo la fine della dittatura di Saddam Hussein. Da quando è consigliere nel Governatorato di Baghdad sta lavorando perché la sua Commissione assuma un ruolo di rilievo nel monitoraggio del sistema penitenziario della capitale irakena, sulla scia delle migliori pratiche esistenti nei Paesi Ue.
“Sono molto soddisfatto di questo incontro - ha detto Abdulkareem Shanain Gaeed Al Makassees - perché è stato determinante al fine di acquisire l’esperienza della Regione Lazio in termini di difesa dei diritti umani e comprendere quali attività implementare nel Governatorato di Baghdad. Per noi sarebbe quindi importante riuscire a creare una collaborazione tra la commissione che presiedo, la Regione Lazio e “Un ponte per..”.”.
“L’incontro con il Garante e il suo team di lavoro - ha aggiunto Domenico Chirico, direttore di “Un ponte per...” - è stata un’occasione di conoscenza importante per il nostro ospite del Governatorato di Baghdad e un esempio di come l’expertise italiano possa essere messo a sistema e divenire utile strumento di cooperazione e dialogo internazionale. Ci auguriamo nel prossimo futuro di poter coinvolgere il Garante nell’ambito dei nostri progetti a protezione dei diritti dei detenuti in Iraq e di proseguire nello scambio di buone pratiche locali tra Italia ed Iraq”.