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Adnkronos, 4 gennaio 2011

 

“Si sbaglia di grosso chi dovesse ritenere superati i problemi del sistema penitenziario” con il piano di edilizia predisposto dal capo del Dap Franco Ionta e grazie al cosiddetto ddl svuota - carceri che dallo scorso 16 dicembre consente la detenzione domiciliare ai condannati con una pena residua inferiore ad un anno.

Lo fa notare il sindacato penitenziario Osapp, che spiega come il piano - carceri “che dovrebbe realizzare 10.000 posti - detenuto in più entro dicembre 2012 è solo alle fasi iniziali in meno di un terzo delle regioni previste (Marche, Sicilia, Friuli, Veneto e Bolzano)”.
Il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, afferma che “rispetto ai 4.000 ristretti con pena residua inferiore ai 12 mesi che dovrebbero ultimare la detenzione nel proprio domicilio, ad oggi, ne sono usciti dal carcere solo poche centinaia, con buona pace di chi riteneva il provvedimento di legge un indulto mascherato”. Ieri erano 67.954 i detenuti presenti in carcere per non oltre 45.000 posti disponibili, contro i circa 69mila alla fine dello scorso novembre.
“Tenuto conto dei permessi premio e di necessità concessi durante le festività natalizie e di fine anno”, questi dati per l’Osapp “dimostrano che anche negli ultimi 15 giorni la crescita della popolazione detenuta si è mantenuta sullo standard di 200 unità a settimana, mentre i 2.600 agenti di polizia penitenziaria che dovranno essere assunti quest’anno rappresentano circa il 30% delle attuali carenze di organico e senza tenere conto dei 1.000 pensionamenti nello stesso periodo”. E il ministro della Giustizia Alfano, conclude l’Osapp, “appare lontano e in altre faccende affaccendato”, mentre servirebbe un “referente politico concreto” in grado di cogliere disagi e sofferenze della polizia penitenziaria e di “affrontare riforme oramai irrinunciabili”.