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www.rassegna.it, 4 gennaio 2011

 

Il bilancio della strage nei penitenziari italiani: stesse cifre del 2009, la situazione non migliora. Primo morto del 2011 colpito in cella da un infarto. 23mila posti in più della capienza regolamentare, il sindacato ad Alfano: “Faccia una riforma vera”.

Nel 2010 sono stati 65 i detenuti suicidi nelle carceri italiane. Lo ha riferito nei giorni scorsi l’Osapp, il sindacato di polizia penitenziaria. Facendo il bilancio dell’anno scorso, per l’ennesima volta l’organizzazione ha lanciato l’allarme: “Il governo e il ministro Alfano - si legge in una nota - garantiscano, con il nuovo anno, l’avvio di una vera riforma del sistema carcerario”.
Il numero dei suicidi in cella è pari a quello del 2009. La situazione dunque non migliora, fa notare il sindacato. “Ci vuole uno scatto in più - spiega il segretario generale, Leo Beneduci. Alla vigilia del nuovo anno chiediamo al Guardasigilli, alla politica e alla società civile di tenere alto il livello d’attenzione su una situazione non certo facile e su fenomeni tragici”.
Il dicastero, a suo giudizio, deve riprendere “al più presto il dialogo con le organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria: 23mila detenuti in eccedenza, infatti, su una tollerabilità oramai non più sostenibile, condizionano comunque un bilancio, che senza l’intervento esperto degli addetti del corpo sarebbe stato molto più grave”.
E intanto arriva il primo decesso del 2011. Un detenuto foggiano di 35 anni, Salvatore Morelli, è stato trovato morto all’alba dell’1 gennaio nella sua cella nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce. A stroncargli la vita con ogni probabilità è stato un infarto. Lo riferiscono oggi fonti di agenzia. Un compagno di cella ha avvertito gli agenti, è stato vano ogni tentativo di rianimarlo da parte da parte dei medici. L’uomo soffriva di cardiopatia. Nel nostro paese a fine 2010 è stata superata la soglia di 69mila detenuti, contro una capienza regolamentare di 45mila.