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Asca, 25 maggio 2010

In un futuro non proprio lontano i detenuti nelle carceri italiane saranno trasferiti sempre più spesso via aereo. Sarà sempre più difficile, quindi, vedere per le strade i cellulari blu scuro della Polizia penitenziaria trasferire i detenuti da un carcere all’altro o ad una udienza, ma si appronteranno aerei ad hoc per questo tipo di servizio. A dirlo è il direttore del Dap, Franco Ionta nel corso di una audizione alla Commissione parlamentare antimafia.
Ionta ha fatto presente che nel solo 2009 la Polizia penitenziaria è stata impegnata in 330 mila traduzioni di detenuti con un “aggravio veramente importante per il lavoro della Polizia penitenziaria che deriva dalla gestione degli arresti” laddove, ha detto, malgrado quanto preveda la legge in flagranza di reato, il detenuto non viene tenuto in camera di sicurezza nelle caserme di polizia e carabinieri ma, quasi sempre, “immediatamente tradotto in carcere”. Per quanto riguarda le traduzioni dei detenuti, lo stesso capo del Dap ha poi riferito che sempre nello scorso anno si sono spesi 8-9 milioni di euro “pagati solo alle compagnie aeree, senza contare le spese di diaria per due o tre agenti per detenuto”. Da qui l’idea di un “nuovo modello” di trasporto via cielo ormai in uno studio avanzato che consiste in vere e proprie “linee dedicate di traduzione” e che consentirebbe forti risparmi ma anche, ha detto Ionta, “di avere miglioramenti sotto l’aspetto della sicurezza e della dignità sia dei detenuti che dei loro accompagnatori”.