di Ilaria Venturi
La Repubblica, 13 aprile 2020
L'ora d'aria ora i detenuti del carcere della Dozza la fanno con la mascherina. Dopo la rivolta del 9 e 10 marzo scorso e i contagi dei sanitari dell'infermeria e di alcune guardie penitenziarie, e dopo la morte di uno dei reclusi, il clima sembra essersi molto rasserenato.
Il merito è del minore sovraffollamento e dei presidi sanitari messi a disposizione sia del personale che dei carcerati. Da 72 ore la direzione della Dozza ha nuovamente concesso la possibilità di uscire per l'ora d'aria sia alla mattina che al pomeriggio. E questo anche grazie all'arrivo delle mascherine che aumentano la sicurezza e riducono il rischio contagi.
Un ruolo determinante lo ha giocato anche il calo dei detenuti passati da una media di 900 a meno di 700 (l'istituto è dimensionato per 500 ospiti). Dopo la rivolta i trasferimenti in altre strutture sono stati quasi 100. A questi vanno aggiunte le concessioni di arresti domiciliari decise dal Tribunale della libertà in applicazione ai decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri.










