La Nuova Sardegna, 7 agosto 2010

Dietro le sbarre ma in mezzo ai fornelli, perché tra pentole e tegami, odori di erbe e spezie esotiche e nostrane si può recuperare dignità e speranza nel futuro quando si è pagato il debito con la giustizia. È la sfida di dieci detenuti del carcere mandamentale. Insieme stanno seguendo un corso di cucina che l’amministrazione penitenziaria ha organizzato con gli esperti dell’istituto alberghiero. Una scommessa vinta. Dopo 50 ore di lezioni teoriche e pratiche i 10 aspiranti cuochi hanno acquisto padronanza e competenza nel preparare piatti a base di carne e pesce ma anche dolci e cocktail. L’accordo tra i due enti è stato sottoscritto dal direttore del carcere Giancarlo Pala e dal preside della scuola professionale Alberto Mantega, che ha inviato all’interno del carcere Pasquale Franzese, docente di cucina, pronto e disponibile a trasferire ai giovani apprenditi le conoscenze acquisite in alcuni lustri di arte culinaria.
Dentro le mura carcerarie, oltre a Roberto Sorgente come educatore, si sono prodigati nella riuscita dell’iniziativa il comandante e tutti gli altri operatori che hanno messo a disposizione le loro competenze. Alla fine del corso della durata di 50 ore i partecipanti sono stati fregiati di un attestato rilasciato dalla scuola dove viene certificato che l’allievo ha acquisto conoscenze di primo e secondo livello ed è in grado di lavorare tra i fornelli.
“I 10 partecipanti al corso - ha spiegato Roberto Sorgente - sono stati selezionati sulla base delle attitudini e soprattutto perché ritenute persone affidabili e motivate. L’amministrazione penitenziaria, con questo corso, ha cercato di fornire ai detenuti un’opportunità e la possibilità, una volta riacquistata la libertà, di inserirsi nel mondo del lavoro”. Non mancano gli esempi: ad un giovane extracomunitario che ha ottenuto l’affidamento in una comunità nella stessa struttura, è stata riconosciuta la capacità di gestire la mensa interna. Poi è stato assunto a tempo indeterminato. Altri neo-cuochi sono stati assunti in ristoranti privati. “I corsisti - ha aggiunto Pasquale Franzese - sono oggi in grado di preparare numerosi piatti tradizionali ma anche della cucina internazionale. Couscous, pennette all’arrabbiata: dolci come il tiramisù e profiterol al cioccolato e al limone”. Tutti i piatti preparati dagli aspiranti cuochi sono stati serviti regolarmente nella mensa del carcere e i 100 detenuti hanno applaudito l’arrivo della pietanza extra.