Ansa, 24 agosto 2010

In questo istituto non si tende alla rieducazione del condannato, ma solo a reprimerlo cancellando ogni spazio e diritto dei detenuti. Le strutture sono una vergogna nazionale perché sicuramente neanche nel terzo mondo si può trovare un simile rudere dove si calpesta la dignità dell’uomo”. Sono le parole di otto detenuti del carcere di Lanusei che hanno inviato all’associazione Socialismo Diritti Riforme una lettera-denuncia spedita al Magistrato di Sorveglianza e per conoscenza al Presidente della Repubblica e al Ministro della Giustizia.
“A parte la struttura medioevale del carcere - sottolineano tra l’altro i ristretti di Lanusei - siamo costretti in una cella 6 x 3 metri dove siamo stipati in sette, otto con un bagno in un angolo senza protezione, praticamente all’aperto. Ma le umiliazioni non finiscono qui. Non esiste la socialità, la notte viene spenta la tv e viene riaccesa la mattina alle 9, quando è prevista l’ora d’aria impedendoci così la mattina di ascoltare le notizie. In tutti gli altri Istituti d’Italia invece i detenuti usano la televisione a loro piacimento. In tutte le carceri d’Italia ci sono i frigoriferi in sezione, acquistati con i fondi ministeriali, qui invece - conclude la lettera - non c’è neanche il frigo. L’arretratezza di questo carcere è evidente”.