di Massimiliano Peggio

La Stampa, 24 agosto 2010

Un agente ogni 150 detenuti durante i turni di notte. Straordinari resi “obbligatori” per il protrarsi dei servizi ma non pagati. Giornate di riposo non rispettate. Norme di sicurezza sacrificate per il sovraffollamento delle celle.
È scontro aperto tra l’Osapp, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, e il comandante del corpo presso il carcere torinese, accusato di aggravare con “provvedimenti arbitrari” e “atteggiamenti provocatori” i malanni cronici degli istituti di pena. Una rivolta penitenziaria al contrario, sollevata questa volta dai “custodi” dei carcerati.
“Per la prima volta in 30 anni chiediamo ufficialmente di sostituire il comandante - spiega Gerardo Romano, segretario regionale dell’Osapp -. Lo facciamo perché il rapporto col personale è diventato insostenibile”.
Con cartelli, trombe e tamburi, ieri pomeriggio duecento agenti aderenti al sindacato e altri colleghi hanno manifestato di fronte ai cancelli del carcere “Lorusso e Cotugno”, accompagnati anche da mogli e figli. “Purtroppo - dice Natale Basile, assistente capo - sono proprio le nostre famiglie a patire i turbamenti del nostro lavoro. A volte torno a casa così stressato che non riesco a dare retta ai miei figli”. Senza parlare poi della sicurezza durante i turni di notte. “Con un solo agente in servizio per quattro sezioni - racconta Antonio Catapano, addetto alla vigilanza dei padiglioni - può succedere di tutto. Se qualcuno tenta di togliersi la vita in cella, prima di poterlo soccorrere passano minuti preziosi”.
I dati forniti ieri bastano a spiegare l’emergenza carceraria: su 1598 detenuti presenti a Torino, gli agenti sono 808. “Stando al decreto ministeriale del 2001 che fissa i livelli di organico - afferma Gerardo Romano - dovrebbero essere 1.129. Di fatto ne sono stati assegnati 972, ma 164 sono stati sottratti per sopperire le carenze di altri centri”.
Anche i colleghi di altri istituti piemontesi vivono le stesse condizioni. Così vale ad per Fossano e per Asti. In quest’ultima struttura i carcerati stanno attuando lo sciopero della fame a rotazione per denunciare il sovraffollamento delle celle. “Le sezioni di alta sicurezza - spiega Domenico Favale, segretario provinciale Osapp - sono strutturate con stanze singole che all’occorrenza possono ospitare due carcerati. Ma in quasi tutte ce ne sono tre. Pura follia. Nelle prossime settimane faremo un sit-in ad Asti”.
Solidali con la polizia penitenziaria anche il Pd Piemontese. “La situazione - si legge in una nota disastrosa e regge solo grazie alla professionalità del personale. Finora il Governo di destra ha fatto annunci e promesse, senza fatti. Mancano risorse indispensabili per consentire agli agenti di fare il loro mestiere, ai detenuti di vivere in condizioni accettabili e ai cittadini di sentirsi più sicuri”.