Il Centro, 1 ottobre 2010

“Nella situazione di sfascio e inefficienza che caratterizza l’amministrazione penitenziaria è necessario un intervento del Guardasigilli, sempreché ritenga che il dramma penitenziario rientri nelle sue specifiche competenze”.
Ad affermarlo è il segretario generale della Uil-Pa penitenziari, Eugenio Sarno , il quale parlando delle carceri italiane rende nota anche la situazione abruzzese. Che si presenta certamente non in controtendenza, salvo poche eccezioni, rispetto al cupo panorama nazionale per il quale il sindacato sollecita un tempestivo intervento del ministro della Giustizia.
Sulmona, che è l’istituto regionale di pena più grande e presenta la situazione più delicata, registra una capienza massima di 301 unità ospita 449 reclusi, con una percentuale di sovraffollamento del 49,17 per cento. Dall’inizio del 2010, a Sulmona, ci sono stati due suicidi, cinque tentati suicidi, 79 atti di autolesione e tre aggressioni ad agenti di custodia.
A Chieti, su una capienza massima di ottantatré reclusi, ne sono presenti 130, con una percentuale di sovraffollamento pari al 56,63 per cento. Più grave la situazione a Lanciano, dove i detenuti dovrebbero essere 181 e invece sono 365, con un indice pari a 101,66 per cento. L’Aquila e Pescara sono le uniche due realtà in controtendenza, registrano infatti indici di sovraffollamento negativi, -17,07 e -12,89%: per L’Aquila, sono 205 i posti disponibili, di cui 170 risultano in questo periodo occupati; mentre il carcere San Donato di Pescara vede al momento ristretti 223 detenuti rispetto a una disponibilità di 256 posti.
Male la situazione anche a Teramo, dove l’indice di sovraffollamento raggiunge +81,39%, con 231 posti previsti e 419 detenuti presenti. Non se la passa bene neppure il carcere di Vasto, con 341 reclusi su una capienza prevista di 260, in pratica un over quota che si attesta su +31,31 per cento. “Nella mia recente visita a Lanciano e Sulmona”, dice Sarno, “abbiamo rilanciato l’allarme su due situazioni complesse e pericolose. Il dettaglio degli eventi critici conferma le nostre preoccupazioni. È ora che qualcuno si dia una mossa, prima che tutto diventi irrecuperabile”.