Ansa, 1 ottobre 2010

“Le parole di Ionta sono emblematiche della situazione del sistema carcerario: entro tre anni si costruiranno 11 nuovi istituti; il disegno di legge che prevede la detenzione domiciliare libererà le carceri di 8.000 posti letto; mancano veramente 6 mila unità del personale di Polizia Penitenziaria, anche se, secondo noi ce ne vorrebbero molti di più”.
Lo sottolinea il segretario del sindacato autonomo della polizia penitenziaria Osapp commentando l’audizione dell’altro ieri, in Senato, del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Franco Ionta. “Il dato che assolutamente emerge - prosegue Leo Beneduci in una nota - è che Ionta non ha saputo far altro che prendere atto di una situazione oramai troppo condizionata da ciò che farà in futuro la politica” con riferimento “all’individuazione delle aree di costruzione dei penitenziari e alle estenuanti trattative che dovrà intraprendere con le Regioni”.
“Se parliamo poi del ddl arresti domiciliari - aggiunge Beneduci - la partita è tutta in mano all’efficientissimo Ministro della Giustizia Alfano che dovrà mettere d’accordo diverse anime del Parlamento su un provvedimento che, per esempio la Lega, vede come il fumo negli occhi”. “Sinceramente, da Ionta, ci si sarebbe attesi qualcosa di più, anche tenuto conto che l’avergli conferito poteri straordinari ha significato il congelamento verso il solo piano carceri di tutte le risorse economiche disponibili e la paralisi di tutto il resto nel crescente marasma penitenziario con 68.527 detenuti per 44.750 posti disponibili”.