Corriere Adriatico, 12 ottobre 2010

È stata un’occasione. Un’occasione di riflessione per quanti vi hanno partecipato: studenti, educatori, insegnanti, operatori ed assistenti sociali. Il seminario, che si è svolto venerdì scorso a Fermo, intitolato “Dentro e fuori dal carcere: riflettiamo insieme...”, è stato un significativo momento di analisi e approfondimento. Tanti gli spunti: in primo luogo il video-documentario della regista Emanuela Giordano che ha raccontato le esperienze di bullismo ed emarginazione vissute dai ragazzi. Molti di loro hanno evidenziato la disattenzione e la distrazione degli adulti.
Semplice ma penetrante la testimonianza degli alunni del Liceo Classico di Tolentino. I giovani hanno proposto la loro esperienza di incontro diretto con la realtà del carcere, sia fisica (caratterizzata dalle sbarre e dalle porte pesanti di ferro che si chiudono immediatamente dopo il tuo ingresso ed anche dallo spazio della palestra: unico locale a disposizione per le attività), sia umana: le storie di alcuni detenuti. Toccante e diretto il racconto di alcuni di loro, che hanno brevemente descritto la propria vita e le proprie speranze di reinserimento nella società. Numerosi i ragazzi e gli alunni delle scuole superiori di Fermo che hanno partecipato; molti anche gli insegnanti, gli educatori e gli assistenti sociali richiamati dall’importanza del tema affrontato, tra l’altro con un linguaggio non autoreferenziale, e diretto.
Finite le relazioni, il dibattito è stato vivace. Gli interventi del pubblico hanno in gran parte sottolineato come il tema dell’educazione e della prevenzione appaia sempre più centrale, e come sia fondamentale, attraverso la comunicazione e l’esperienza, coinvolgere i ragazzi in tematiche ed eventi che stimolano approfondimenti sull’identità giovanile. L’incontro, organizzato dall’Ambito Sociale XIX, ha iniziato un percorso. La presenza dei ragazzi ad un appuntamento fissato nel pomeriggio di venerdì (giorno difficile) evidenzia il loro interesse, la voglia di conoscere e di partecipare. Testimonia anche la necessità di lanciare stimoli giusti.