Il Mattino, 12 ottobre 2010

Istituire ai più presto anche nella città del Santo il Garante per i diritti dei detenuti, figura che vigila e promuove i diritti delle persone private della libertà personale. D’accordo Daniela Ruffini e Nona Eughenie - rispettivamente presidente del consiglio comunale e consigliere del partito di maggioranza a Palazzo Moroni, il Pd - che ieri hanno visitato, assieme ad altri 15 consiglieri di Padova, la casa di reclusione “Due Palazzi”. Obiettivo incontrare i detenuti-artisti autori di murales realizzati sulle pareti del carcere e inseriti in un ed presentato alla mostra “Luce nel silenzio”, “il garante è presente già a Rovigo e Verona - ha detto la Eughenie - e quindi dovremo cercare di smuovere la situazione anche qui”.
Da anni le associazioni di volontariato e gii addetti ai lavori chiedono l’introduzione di questa figura super partes che tuteli i diritti dei carcerati Tra i più forti sostenitori dell’iniziativa Ornella Favero, direttrice di “Ristretti Orizzonti”, la rivista fatta dai detenuti. “Sono cose che diciamo da tanto tempo - ha commentato la Favero - si tratta di questioni non più rimandabili, viste anche le condizioni nelle quali sono costretti a vivere i detenuti”. A Padova la situazione è sull’orlo del collasso.
La visita fatta fare dal direttore del carcere Salvatore Pinuccio ai consiglieri - tra cui il capogruppo del Pd Gianni Bemo e del Pdl Alberto Salmaso - purtroppo non è arrivata nelle celle dei detenuti (stracolme), ma solo le aree addette ai servizi e ai lavori. Così difficile rendersi conto della situazione. “Basta con questa storia del carcere-modello - ha chiuso la Favero - qui 350 detenuti lavorano, ma altri 500 non fanno nulla”. Il consigliere regionale del Pd Piero Ruzzante, lamentando l’inerzia di Palazzo Balbi sull’argomento, ieri ha diffuso dati pesanti: a Padova nel Circondariale 262 detenuti, a fronte di una capienza ottimale da 80, estendibile fino a 130, con guardie carcerarie sotto organico di 40 unità e personale sanitario insufficiente.