Adnkronos, 24 novembre 2010

 

“Esprimendo gli auguri di buon lavoro ai cinque neo dirigenti generali del Dap, espressione dell’attuale governo, confidiamo che gli stessi, andando a colmare le vacanze nei provveditorati di regioni particolarmente sensibili sul piano della sicurezza penitenziaria, favoriscano il necessario proficuo dialogo con le organizzazioni sindacali tutte, al fine di sostenere, con i fatti, il personale il quale, mai come oggi, testimonia, negli avamposti carcerari, il primato dello stato e la sua aspirazione alla legalità”.

Lo dichiarano la segreteria nazionale, la presidenza e il direttivo del Sindacato dei direttori penitenziari (Sidipe), che sostengono come i nuovi nominati “sono la più evidente emanazione delle indicazioni dell’attuale capo del Dap, posto che la generalità degli altri dirigenti risalgono a prima del suo insediamento, talché nella loro azione si leggerà la nuova politica del governo in materia penitenziaria e la concretizzazione della stessa da parte del presidente Ionta”.
Il Sidipe attende “pertanto, che diversi di loro declinino, nella nuova funzione, le storie professionali e le esperienze curriculari, ove maturate, acquisite nella difficile palestra del carcere vissuto, rispetto a quello letto e/o convegnistico, oltre che contribuiscano fattivamente nel favorire il raffreddamento dei conflitti sindacali, la valorizzazione degli operatori tutti, l’immagine dignitosa e sobria dell’amministrazione, l’aspirazione ad una efficienza dell’esecuzione penale che non può basarsi, solamente, sulla buona volontà degli operatori, bensì deve essere alimentata da reali risorse e mezzi, da pretendere, prioritariamente, e conferire, esclusivamente, sul fronte delle carceri e degli uffici periferici, invece che per abbellire gli stati maggiori. Solo su queste premesse - conclude la nota - i neo dirigenti generali ed il governo troveranno vicini i direttori penitenziari e di Uepe, nonché gli altri funzionari, che aderiscono al Sidipe”.