Apcom, 25 novembre 2010

 

Si è trattato di suicidio: Ded Gecaj, il kosovaro di 52 anni ritrovato morto venerdì scorso in una cella del penitenziario di San Gallo, si è impiccato utilizzando gli indumenti che aveva addosso. Lo ha stabilito una perizia dell’istituto di medicina legale sangallese.
Gecaj era detenuto in attesa di giudizio perché accusato di aver assassinato nel 1999 Paul Spirig, uno degli insegnanti di sua figlia. In precedenza la giovane, allora quattordicenne, si era rivolta al docente, noto per il suo impegno a favore dell’integrazione degli stranieri, e gli aveva confidato di subire abusi sessuali da parte del padre. Dopo l’uccisione Gecaj fuggì in Kosovo, dove venne arrestato e condannato a quattro anni di carcere per omicidio passionale. L’uomo ammise di aver ucciso Spirig, ma per motivi di onore: a suo dire sarebbe infatti stato l’insegnante ad abusare della figlia. Il corpo senza vita di Gecaj è stato rinvenuto da un secondino la mattina del 19 novembre. L’inchiesta indipendente, affidata alla giustizia turgoviese, ha escluso l’intervento di terze persone. Il kosovaro era tornato in Svizzera nello scorso settembre, dopo che la Corte suprema del Kosovo aveva accettato di estradarlo.