Tempo Stretto, 25 novembre 2010

 

Il disagio vissuto dal personale della Polizia Penitenziaria di Messina, non rappresenta l’unica “isola infelice”. I problemi di sottodimensionamento dell’organico che si presentano in diverse realtà carcerarie italiane, riguardano anche l’Ospedale Psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto, dove i casi di lesioni ai danni degli agenti da parte degli internati, non si verificano di rado. Un problema più volte denunciato dal vice- segretario generale dell’Osapp Domenico Nicotra, che oltre a sottolineare i problemi vissuti dagli agenti, non manca di evidenziare anche i disagi dei detenuti, definiti “figli di un dio Minore, poiché il loro status non interessa a nessuno”.
“Gli interventi dell’Osapp sull’argomento - denuncia Nicotra - sono rimasti inascoltati, relegando la regione Sicilia quale ultima regione in Italia ad assicurare il passaggio della sanità penitenziaria a quelle regionale. L’Opg di Barcellona è diventato solo il catalizzatore di questa o quell’altra commissione per verificare lo stato di trattamento degli internati o la passerella del politico di turno senza che poi nessun concreto provvedimento venga effettivamente adottato. - continua Nicotra - Sono stati presentati di recente alcuni progetti che dovrebbero usufruire dei fondi della cassa delle ammende per l’edilizia penitenziaria del Dap ma ad oggi, il numero dei detenuti ristretti all’interno dell’Opg ammonta a 370 e nessuna concreta miglioria è stata apportata”.
Anche in questo caso, le conclusioni a cui il rappresentante sindacale giunge non lasciano spazio a molte alternative, ma le soluzioni, almeno per il momento, appaiano meno estreme di quelle invece già ampiamente formulate dagli esponenti dei sindacati per il caso di Gazzi: “Se l’immobilismo - conclude Nicotra - dei vertici dell’Amministrazione Penitenziaria e della Regione Siciliana continueranno ad ignorare la “bomba ad orologeria” dell’Opgl’Osapp, se necessario, farà appello direttamente al Presidente della Repubblica per vedere rispettati i diritti minimi ed essenziali dei Poliziotti Penitenziari e quelli sanciti dalla Costituzione Italiana per i detenuti”.