9Colonne, 25 novembre 2010

 

Un monitoraggio sull’efficienza e l’idoneità dei mezzi in dotazione al Corpo di polizia penitenziaria è stato chiesto dalla Uil al capo del Dap, Franco Ionta. Prendendo spunto da un grave indicente accaduto l’altro ieri sull’autostrada Bari - Napoli in seguito alla rottura dei freni di un mezzo blindato, il segretario generale della Uil Penitenziari, Eugenio Sarno, traccia un quadro sconfortante del parco automezzi a disposizione della polizia per il trasferimento dei detenuti.

“Ad Avellino per quattro istituti e circa 850 detenuti sono realmente disponibili solo 9 automezzi. Di questi il più giovane è stato messo su strada nel 2003 ed ha un percorrenza di circa 300 mila chilometri. Più in generale il parco automezzi del Nucleo Operativo Provinciale Traduzioni e Piantonamenti di Avellino si compone di sette mezzi Iveco non protetti messi su strada in periodi varianti dal 1998 al 2002 e con percorrenze medie di molto superiori ai 400 mila chilometri. Il blindato coinvolto nell’incidente, ad esempio, aveva già percorso 489 mila chilometri, essendo stato messo su strada nel 1992”.
Ma Avellino è solo il primo caso di una lunga lista. “Alla Casa Circondariale di Lanciano (istituto che ospita per il 70% detenuti ad Alta Sicurezza) è assegnato un solo mezzo blindato con 541mila km ma può disporre di un automezzo per trasporto di detenuti disabili che a Lanciano non sono assegnati. Al Nucleo di Caserta, di stanza presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, pur avendo competenza su istituti dove sono ristretti detenuti ad Alta Sicurezza e 41- bis (e costretti ad attraversare territori ad alta densità criminale) sono disponibili solo due mezzi blindati con percorrenza di 346 mila e 353mila km.
Di contro, non sono utilizzabili i due nuovi mezzi blindati (7mila e 12mila km) perché hanno le portiere cedevoli. In Lombardia per le movimentazioni e le traduzioni dei detenuti collaboratori di giustizia sono disponibili solo tre autovetture a targa civile, nonostante che tali detenuti siano ristretti in tre diversi istituti (distanti tra loro centinaia di chilometri) e che le attuali disposizioni impongano le movimentazioni per tale tipologia di ristretti con non meno di due autovetture”.
“Si converrà - prosegue la lettera del segretario della Uil Penitenziari - che è difficile comprendere quale sia la ratio per cui, a fronte di tale emergenza, si proceda ad acquisti di berline extra lusso o di autovetture di cui non si potrà disporre operativamente.
Il riferimento non è solo alle costosissime, blindate e scintillanti Maserati, Bmw, Audi che riempiono i piazzali del Dap quant’anche all’acquisto di una decina di Discovery 3 V8 Land Rover (costo unitario circa 100mila euro) il cui consumo è di circa due litri a chilometro. Autovetture Suv- carro armato il cui utilizzo è, forzatamente, limitatissimo sia in ragione del dispendiosissimo consumo sia per una scarsa manovrabilità nei territori marini e pre collinari degli istituti e servizi dove sono state assegnate; perché, ovviamente, questi mezzi a trazione integrale non sono stati assegnati ad istituti di montagna che in ragione delle condizioni climatiche cui sono sottoposti avrebbero potuto, in parte, giustificarne l’acquisto. Così come è rimasta senza alcuna risposta la segnalazione circa l’acquisto dei nuovi mezzi blindati (molto simili al tipo adibito per il trasporto cavalli) che dopo alcune settimane dalla messa in strada perdono le portiere per l’inadeguatezza strutturale delle cerniere”.