di Giovanni Negri


Il Sole 24 Ore, 19 gennaio 2022

 

Oggi in Parlamento la prima relazione della guardasigilli. Su ordinamento giudiziario e Csm proposte a breve alla Camera. Sono stati raggiunti e superati gli obiettivi previsti per il 2021. È con una rivendicazione del lavoro fatto che la ministra della Giustizia Marta Cartabia, che ieri sera ha visto il premier Mario Draghi, svolgerà oggi in Parlamento la sua prima relazione su un anno di amministrazione.

Nella bozza del documento si mette l'accento sull'approvazione dei diversi interventi in materia di leggi delega su processo civile e processo penale; gli interventi in tema di insolvenza e l'avvio del reclutamento per l'Ufficio per il Processo. Di certo si è trattato di un anno caratterizzato ancora da una serie continua di emergenze determinate dalle conseguenze della pandemia, ma rispetto alle quali il tentativo è stato quello di rendere possibile, con la collaborazione di tutti i protagonisti della giurisdizione, interventi di riforma strutturali, sfruttando le risorse del Pnrr e tenendo l'Europa come bussola. Sull'intervento di maggiore spessore che ancora manca all'appello, quello di riforma dell'ordinamento giudiziario e del sistema elettorale del Csm, nella bozza Cartabia ricorda di avere presentato alla presidenza del Consiglio il pacchetto delle proposte di modifica al disegno di legge che dovrà essere discusso dall'Aula della Camera, i cui tempi di calendarizzazione la ministra scrive di volere rispettare.

Si tratta di una riforma necessaria per ricucire, avverte la bozza di relazione, la fiducia dei cittadini nei confronti della magistratura e dell'intero sistema giustizia. Centrale nel 2021, ma non è certo una novità, è stato il tema della giustizia penale, dove Cartabia mette in evidenza l'importanza della legge delega approvata dopo un estenuante confronto all'interno della maggioranza.

Due le direttrici, a leggere la bozza di relazione: da un lato la riforma incide sulle norme del processo penale, operando sulle varie fasi, dalle indagini fino al giudizio in Cassazione, per creare meccanismi capaci di sbloccare possibili momenti di stasi, di incentivare i riti alternativi, di far arrivare a processo solo i casi meritevoli dell'attenzione del giudice. Dall'altro, la riforma prevede interventi sul sistema penale, dalla non punibilità per particolare tenuità del fatto, alla sospensione del procedimento con messa alla prova dell'imputato, all'estinzione delle contravvenzioni per condotte riparatorie, alla procedibilità a querela, alla pena pecuniaria e alle pene sostitutive delle pene detentive brevi; dai tutti questi ci si attendono effetti di deflazione processuale.

Ma oltre all'efficienza la ministra mette l'accento sull'effettività della tutela penale, dove la prescrizione, soprattutto a processo in corso, e senza dubbio elemento di inciampo. Per questo, e il riferimento è al sistema dell'improcedibilità, è stata trovata un'intesa su un meccanismo che prevede proroghe dei termini, sospensione degli stessi, esclusione di alcuni reati e un regime transitorio per assicurare una graduale entrata in vigore. Sulla giustizia civile, l'accento è posto sul potenziamento delle forme di mediazione, sulla concentrazione dell'attività processuale, soprattutto nella fase antecedente alla prima udienza, sui filtri sia in primo grado sia in appello per consentire una rapida definizione delle cause fondate sia di quelle manifestamente infondate.

Gli interventi sulla disciplina della crisi d'impresa, che a breve vedrà l'entrata in vigore del Codice (tuttavia modificato per recepire le misure di adeguamento alla direttiva comunitaria sulle quali è al lavoro una commissione), si è inscritta in un quadro che, puntualizza la bozza di relazione, ha avuto come obiettivo la conservazione dell'impresa, come "centro che non crea solo utili, ma anche posti di lavoro e ricchezza per il Paese".

Cuore della normativa sull'insolvenza è la composizione negoziale, con garanzia di riservatezza e aiuto di esperti terzi e imparziale. E a breve arriverà anche la proposta del ministero sul nuovo assetto dei reati fallimentari.